La politica torna nelle fabbriche. Borghetti (Uil): "Ma servono fatti"

"Si vada oltre le scadenze elettorali. E si parli, invece, delle rette delle case di riposo aumentate dalla Regione"

La politica torna nelle fabbriche. Borghetti (Uil): "Ma servono fatti"

La politica torna nelle fabbriche. Borghetti (Uil): "Ma servono fatti"

"Nel 2024 il lavoro torni al centro. E non solo come promessa in campagna elettorale. Servono fatti". Marcello Borghetti, nei suoi primi sei mesi da segretario generale della Uil Emilia-Romagna, fa il suo bilancio del 2023 tra le difficoltà delle imprese e dei cittadini in seguito all’alluvione, le crisi aziendali di Marelli e La Perla, le trasformazioni di Bologna alle prese con i cantieri, la malattia della Garisenda e la novità della Città 30.

Il sindaco Matteo Lepore ha chiamato il centrosinistra ad aprire un grande progetto politico per l’Emilia-Romagna partendo dalle fabbriche. Condivide l’impostazione?

"Bene che la politica riparta dalle fabbriche, ma vorrei che si facesse sentire non solo quando c’è un appuntamento elettorale alle porte. Al di là di quanto detto dal sindaco, quando si aprono le urne tutti si ricordano dei sindacati, dei lavoratori, delle fabbriche, appunto. La politica se ascoltasse – sempre e non solo quando le conviene – si renderebbe conto che i lavoratori sono arrabbiati, che ci sono cambiamenti che portano alle crisi aziendali che andrebbero guidati. Quindi, bene ripartire dal lavoro, ma la politica chieda anche scusa ai cittadini che si sono sentiti abbandonati quando le lista d’attesa si stavano allungando o perdevano il lavoro perché un fondo internazionale decideva di dismettere l’impresa...".

Per lei servono meno promesse e più fatti. Qualche esempio?

"Prima di Natale una delibera regionale ha aumentato le rette delle case di riposo, chiedendo ai cittadini 4,10 euro in più al giorno, 1.500 euro in più all’anno. Vogliamo parlare anche di questo nelle fabbriche?".

A Bologna, secondo la Cgil, ogni lavoratore prende quasi 1.800 euro in più grazie ai contratti di secondo livello...

"Bologna è ricca, ma se poi quei 1.800 euro li togli aumentando le rette delle case di riposo... Nel 2024 si deve potenziare la contrattazione di secondo livello: alzare il potere di acquisto dei redditi è una priorità. A Bologna c’è la Lamborghini che paga la settimana corta come settimana intera, ma ci sono anche tante realtà produttive che non hanno un contratto integrativo, come la rete degli appalti...".

Il modello Lamborghini è esportabile?

"Più che la settimana corta, il tema principe dev’essere quello della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Risolverebbe il tema della conciliazione tra tempi di vita e lavoro e aiuterebbe a decongestionare il traffico che, a Bologna, è un grande problema".

Che cosa ne pensa della Città 30 e dei cantieri?

"Tra Città 30, Tram e Passante c’è un po’ troppa carne al fuoco. Più che i nuovi limiti di velocità, il vero tema da affrontare è quello di rivedere gli orari della città e del lavoro, andando incontro alle esigenze di vita di persone e famiglie".

Preoccupato per le vertenze Marelli e La Perla?

"Queste due vicende – che mi auguro trovino una soluzione e che a La Perla vengano subito pagati gli stipendi arretrati – ci fanno rendere conto di come anche sotto le Due Torri non si possa vivere di rendite posizione".

Bassani (Cisl) auspica un 2024 dove si metta al primo posto la sicurezza sul lavoro, mentre sull’unità sindacale invita ad affrontare il merito dei problemi lasciando da parte l’ideologia. Condivide?

"La battaglia della Uil ’zero morti sul lavoro’ dev’essere comune perché è fondamentale, viene prima di tutto. Servono più controlli e vanno inasprite le sanzioni per chi non rispetta le regole. Sull’unità sindacale la piattaforma è la stessa, cambia il modo di reagire. Resto, quindi, ottimista. Con una certezza: anche l’unità sindacale, come lo sciopero, dev’essere uno strumento, non un fine".

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