L’addio a Jimmy Villotti : "Ora ci sentiamo più soli"

La Bologna del Jazz ricorda il chitarrista scomparso due giorni fa. Domani pomeriggio il funerale nella Basilica di Sant’Antonio da Padova.

L’addio a Jimmy Villotti : "Ora ci sentiamo più soli"

L’addio a Jimmy Villotti : "Ora ci sentiamo più soli"

Domani alle 14.30 nella Basilica di San Antonio di Padova si celebra il rito funebre in memoria di Jimmy Villotti, vate dell’estetica afroamericana sotto le Torri, spirato l’altra notte. Gli amici che ne condivisero la mirabolante e pur umile parabola artistica e umana lo ricordano con un messaggio intriso d’affetto misto a rimpianto. E con loro la vedova Natascia Mazza, che Jimmy sposò il 12 settembre del 2013, che lo definisce la persona più corretta mai conosciuta: "La sua sensibilità ha toccato il cuore di tutti così come le corde della chitarra hanno allietato il cuore di Bologna. Se ne va il mio grande amore, ma è un arrivederci là dove nessuno potrà dividerci". Giovanni Serrazanetti, co-fondatore della Bentivoglio ricorda come Villotti abbia "prestato il suono della chitarra alla miglior musica italiana e bolognese. La città perde un pezzo di storia". Alberto Armaroli, art director della Cantina Bentivoglio: "Da noi ha suonato, cantato e ballato, facendoci crescere. L’ho visto brillare al Duse con Vinicio. Sono sicuro che, ovunque sia, starà ballando". Corrado Vitale, titolare del Polpette e Crescentine: "Un uomo onesto, educato, gentile, un professionista". Vincenzo Cappelletti, socio della cave di via Mascarella: "Ci sentiamo più soli. Ripercorro i momenti vissuti insieme. Quella volta che ti venimmo a trovare a Parigi, quando suonavi con Conte. Il pranzo del matrimonio... Un abbraccio alla tua adorata Naty".

Gilberto Baroni, titolare del Chet Baker, per anni punto di ritrovo di musicisti straordinari, ne ricorda le mille anime di Villotti: "Grande musicista. Ne rimasi affascinato quando ventenne lo conobbi alla trattoria da Vito mentre giocava a milone in compagnia di Guccini e Dalla". Gli fa eco il fratello Marco: "Si esibiva al Chet con il nome di Marco Storari, cognome della mamma. Sapidi e magnifici gli aneddoti che raccontava della sua vita musicale". Paolo Alberti, promoter de La Strada del Jazz dà il suo "addio a un grande musicista. Il nostro pensiero va alla moglie Natascia. Un amore, il loro, fatto di piccole note quotidiane". "Dopo che Majorana, D’Andrea e Pupi lasciarono Bologna– rievoca invece Checco Coniglio, trombone storico della Dr. Dixie Jazz Band – fummo gli unici appassionati che vi rimasero. Con te se ne va il penultimo membro della vecchia guardia: l’ultimo sono io". "Quando studiavo con Baiocco– aggiunge Piero Odorici, sassofonista – mi chiamarono alla Bononia Big band diretta anche da Jimmy, fu allora che mi coinvolse nel progetto Pepper band. Intatta da sempre la nostra grande amicizia". Infine Federico Mutti, presidente dell’Associazione Bologna in Musica (BJF): "Grande perdita per Bologna e per la musica. L’ultima volta che lo invitai a vedere Ron Carter non stava bene: nei camerini si abbracciarono".

g. a. t.

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