Aeroporto Bologna, l’affondo di Poggipolini: "Marconi non all’altezza. Deve crescere davvero"

L’ad dell’azienda leader mondiale nei settori aerospazio e automotive: "Aeroporto troppo a misura di low cost, servono più voli intercontinentali"

L’affondo di Poggipolini: "Marconi non all’altezza. Deve crescere davvero"

L’ad dell’azienda leader mondiale nei settori aerospazio e automotive: "Aeroporto troppo a misura di low cost, servono più voli intercontinentali".

Bologna, 2 aprile 2024 – Da Valter Caiumi, presidente di Confindustria, all’imprenditrice Valentina Marchesini, sono diversi gli imprenditori che da tempo chiedono «uno scatto» al Marconi. Lo scalo, dalla sua, a metà dicembre 2023 ha presentato un piano d’investimento da 216 milioni di euro in 5 anni, per il quinquennio 2023-2027, di cui circa 30 spesi l’anno scorso. Si prevedono progetti di ampliamento e riqualificazione del terminal passeggeri e delle altre aree dello scalo. Sono in arrivo anche novità per quanto riguarda le aree Security e Controllo passaporti ed è prevista una ’rivoluzione’ per i parcheggi, con 2.200 nuovi stalli nel 2025.

Stando all’ultimo bilancio, nel 2023 lo scalo ha registrato dati di traffico superiori ai livelli pre-Covid con 9,9 milioni di passeggeri, ricavi consolidati a 145,1 milioni (+7,8% sul 2022 e +15,9% sul 2019), il margine operativo lordo a 44 milioni di euro e un utile consolidato da 16,7 milioni. Dopo le dimissioni di Sonia Bonfiglioli dal cda,

ha preso il suo posto Claudia Bugno.

Michele Poggipolini, ad Poggipolini spa
Michele Poggipolini, ad Poggipolini spa

"Il restyling dell’aeroporto non basta. Il Marconi deve crescere, perché non è all’altezza della nostra città". Michele Poggipolini, amministratore delegato della Poggipolini Spa di San Lazzaro, leader mondiale nel settore aerospace e automotive, e presidente della Fondazione Aldini Valeriani, si unisce al coro degli imprenditori critici verso lo scalo bolognese.

Il Marconi ha, però, annunciato un piano di investimenti da 216 milioni. Un passo avanti, no?

"L’aeroporto deve crescere, il piano industriale dovrebbe esplicitare in maniera più chiara la crescita del terminal. Partiamo dal problema dei ‘finger’ (le passerelle per imbarcarsi sugli aerei, ndr): se ne parla da più di dieci anni. E, intanto, per arrivare davanti all’aereo restano sempre i soliti autobus. Con il caldo, il freddo e la pioggia alla gente tocca stare in fila per imbarcarsi. Per bambini e anziani, ad esempio, è un problema di non poco conto".

I numeri dell’aeroporto, però, sono positivi. La società nel 2023 ha chiuso con un utile di 16,7 milioni.

"Sì, ma invece di redistribuire gli utili, questi andrebbero reinvestiti per un vero e proprio rilancio. Bologna è una città votata all’export, il collegamento con il mondo è fondamentale. Credo che il nostro scalo non sia proprio all’altezza della città che rappresenta".

Si sta comunque allargando, con progetti di ampliamento e riqualificazione del terminal passeggeri e di altre aree...

"Ripeto: qui non è sufficiente un restyling qualunque. Bisogna puntare di più sui voli intercontinentali. Non c’è nulla che vola direttamente verso gli Stati Uniti, ma anche verso il Sud America. Per dire, non c’è un volo diretto Bologna-New York, ma si deve sempre fare scalo. A quel punto un imprenditore che cosa fa? Vola da un altro aeroporto".

Il rischio è di ‘mollare’ il Marconi?

"Eh sì, come già in molti stiamo facendo. Credo che vedendo lo sviluppo che sta avendo l’aeroporto di Venezia, molti partiranno da lì. O da Milano come già si sta facendo da tempo. Dobbiamo metterci in testa che se rimaniamo un aeroporto a misura di low cost e non si pensa, invece, al mondo business, quel mondo farà altre scelte".

Confindustria Emilia più volte ha lamentato il problema dell’aeroporto, chiedendo uno scatto...

"Eccome. Perché si è fatta portavoce di un malcontento generalizzato. Giusto per dare qualche numero: Bologna conta 4.000 imprese, 2.000 hanno sedi nel mondo. Non possiamo girarci intorno: la nostra città deve diventare un hub internazionale. Bologna ha tante potenzialità, sarà la capitale dei big data, per dirne una… qualcosa si sta migliorando, per carità, penso alle nuove tecnologie per i controlli dello scalo, ai nuovi servizi di sicurezza, anche ai parcheggi. Ma c’è ancora tanto, troppo da fare".

La limitazione dei voli notturni è un ulteriore danno o no?

"Questo non lo vedo come un grande problema. Credo che il vero nodo del Marconi siano gli spazi. Non si possono più vedere quelle sale d’attesa così congestionate, tutto quel caos. Si deve cambiare".

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