L’appello delle coop dei balneari: "Una legge che faccia chiarezza"

"Se il governo non interviene, la Regione eviti almeno che ogni sindaco agisca per conto suo"

L’appello delle coop dei balneari: "Una legge che faccia chiarezza"
L’appello delle coop dei balneari: "Una legge che faccia chiarezza"

È ancora una volta la direttiva Bolkestein a infiammare il dibattito politico. E mentre in tante località di mare – come a Lampedusa – le amministrazioni comunali stanno già prorogando le concessioni a chioschi e stabilimenti balneari, le associazioni di categoria e la politica si schierano dopo il richiamo del presidente Sergio Mattarella a rivedere "a breve" l’articolo 11 del ddl concorrenza per i commercianti ambulanti. Richiamo analogo a quello già espresso dal Capo dello Stato a febbraio, in riferimento al ddl milleproroghe, per i balneari.

Per il Colle entrambe le norme presentano "profili di contrasto con il diritto europeo e, quindi, con il dettato costituzionale". Parole che hanno messo in allarme le associazioni di categoria. Dopo l’alzata di scudi di Assobalneari Confindustria (poi sconfessata da Bonomi), che martedì parlava di "attacchi al settore per una evidente manovra di lobbisti di Bruxelles", a prendere posizione, ieri, è stata Legacoop Emilia-Romagna. Da un lato il coordinamento delle cooperative che rappresenta i gestori di stabilimenti balneari lancia un appello al Governo affinché "metta a punto velocemente la normativa di merito, nel rispetto del quadro legale europeo, per salvaguardare il sistema, il lavoro e le microimprese di questo settore". Dall’altro esprime l’auspicio che la Regione Emilia-Romagna sia il punto di riferimento politico e amministrativo nel caso una norma nazionale non arrivasse in tempi brevi, "evitando un pericoloso approccio differenziato tra località". "Le osservazioni del presidente Mattarella mettono in luce come serva fare presto e fare bene", sottolinea Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, che chiede "chiarezza totale, questa volta, perché siamo ormai al termine anche dei tempi supplementari".

A nome del governo è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a replicare. "Ritengo che si debba trovare un compromesso che permetta di rispettare le norme e le decisioni della Giustizia europea e italiana – dice - ma anche di tutelare le imprese balneari e gli ambulanti". Per il leader di FI "l’obiettivo è trovare una buona soluzione che ci permetta però di rispettare le regole".

Intenzionate a dare battaglia, invece, le opposizioni, con il Pd che tramite il senatore Andrea Martella, ha presentato un’interrogazione alla premier Meloni per sapere quali iniziative urgenti intende adottare il Governo se l’Italia, violando la Bolkestein, incorresse "in una sanzione pecuniaria che potrebbe creare problemi al bilancio dello Stato". "La vicenda balneari fa riaffiorare tutta la reale natura della destra italiana", attacca il senatore di Iv, Enrico Borghi. Netta anche la posizione del verde Angelo Bonelli, che sottolinea come da parte di Assobalneari siano stati mossi "attacchi ingiustificati al presidente Mattarella" e definisce sconcertante il silenzio del governo.

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