"Lavoro povero nelle nostre società?. Serve una riflessione"

Il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, sottolinea l'importanza di valorizzare il lavoro e la dignità dei lavoratori, annunciando un nuovo logo e un impegno per un patto pubblico-privato.

"Lavoro povero nelle nostre società?. Serve una riflessione"

"Lavoro povero nelle nostre società?.

"Bene la discussione sul salario minimo, è paradossale, però, fare una riflessione su questo tema e poi essere i primi incoerenti come datori di lavoro indiretto", annuncia Simone Gamberini (foto), presidente di Legacoop nazionale, a Bologna per l’assemblea dei delegati dell’Emilia-Romagna. In questa sede, il numero uno di Legacoop, ha ribadito l’importanza di "mettere al centro il dibattito sui salari, trasversale ai settori economici, e del lavoro povero nelle cooperative, fatto di committenti pubblici su tariffe, bandi al massimo ribasso e da problemi di organizzazione del lavoro". E anche se "sono i contratti nazionali ad occuparsi delle politiche retributive, possiamo uscirne solo attraverso un patto diverso, tra pubblico e privato, e che metta al centro il lavoro di chi produce servizi", sottolinea. Perché, secondo Gamberini, c’è "una difficoltà nel riconoscere la dignità del lavoratore. E se da un lato le coop sono state fondamentali nella gestione dei servizi, specie durante il Covid, dall’altro la valorizzazione di quel lavoro è caduta subito nel dimenticatoio", scandisce. Proprio per dare ancora più voce a questo senso di cambiamento, Gamberini ha annunciato che il "15 aprile, durante la conferenza di Legacoop nazionale, presenteremo un nuovo logo, che simboleggia un’associazione unita, accogliente, che ha voglia di mettersi in mostra, raccontando quanto di buono fa. Un nuovo vestito e un cambio di contenuti, rimanendo fedeli alla nostra carta dei valori". È per questo che, introdotti dalla relazione di Daniele Montroni, presidente Legacoop E-R, i delegati si sono riuniti ieri all’Hotel Sydney al convegno "Immagina". "Una tappa di un percorso che ci porterà a migliorare il nostro apporto allo sviluppo della cultura e della civiltà di questo Paese. Il tutto immaginando il futuro del mondo della cooperazione e una società nella quale nessuno venga lasciato indietro", dice Montroni.

Giovanni Di Caprio

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