Le storie di sfruttamento: "Facile cadere in trappola"

La denuncia di Giagnorio (Libera) dalla prostituzione ai lavoratori sotto pagati

Le storie di sfruttamento: "Facile cadere in trappola"

Le storie di sfruttamento: "Facile cadere in trappola"

Dall’accattonaggio ai tantissimi casi di lavoratori senza contratto e sottopagati. Quello dello sfruttamento è un tema caldo in città e colpisce diversi ambiti e settori, primi su tutti quello agricolo e quello tessile. "Sappiamo – così il referente di Libera, Andrea Giagnorio – che quello dell’accattonaggio è uno dei problemi a livello di criminalità organizzata della città. Ci sono storie e studi che purtroppo lo dimostrano e si tratta di un fenomeno molto presente a Bologna". Come presente è anche il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori. "In questo caso – continua – è molto difficile trovare qualcuno che sia disposto a raccontare la sua esperienza. Molto spesso si tratta di persone che non conoscono la lingua e questo è uno dei maggiori ostacoli relativamente alla possibilità di denunciare le ingiustizie subite. I casi sono tanti, solo pochi mesi fa è uscita una storia di sfruttamento dei lavoratori all’interno degli opifici cinesi. In questo senso, la storia delle due giovani sorelle rumene che si sono ribellate ai loro aguzzini denunciando le condizioni nelle quali erano costrette a vivere e lavorare, è un segnale estremamente importante". Altro tema caldo, su cui da anni lavora la costola bolognese dell’associazione è quello relativo al mondo della tratta e della prostituzione.

"Parliamo – sottolinea Giagnorio – di un ambito in cui da sempre la criminalità organizzata è molto presente e gestisce sia affari che persone". Il modus operandi con cui gli aguzzini agiscono è sempre lo stesso: vengono scelte persone povere, adescate con la promessa di un buon lavoro e poi, una volta arrivate nel nostro Paese, sfruttate e costrette a lavorare a determinate condizioni.

"Nella quasi totalità dei casi – conclude il referente di Libera – si tratta di persone sole, che non conoscono la lingua e non hanno agganci sul territorio. Viene da sé che anche solo interagire diventa difficile, figuriamoci denunciare. Quando ci si trova in queste situazioni non è soltanto semplice cadere nella trappola dello sfruttamento, ma diventa difficilissimo uscirne. Un’altra arma che viene utilizzata dalle organizzazioni criminali è quella di lasciare queste persone senza documenti. Lavoratori ombra a cui non viene dato modo di regolarizzarsi sul territorio proprio per favorire il loro sfruttamento".

c. c.

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