Salvata dopo un boccone di traverso, l’esperto di rianimazione: "Il fattore tempo è tutto"

"Già a 6 anni i bimbi sanno chiamare i soccorsi e a 12 fare le compressioni"

Cesena, 14 novembre 2023 – "Spesso, davanti a un’emergenza, le persone si ritrovano nel panico. Hanno paura di intervenire o di commettere danni – spiega Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell’Ospedale Maggiore di Bologna e presidente eletto European Resuscitation Council – ma sapere come agire e procedere il più tempestivamente possibile risulta fondamentale per salvare vite".

Federico Semeraro, medico rianimatore
Federico Semeraro, medico rianimatore

Un boccone di traverso: "Salvata da mio figlio, ho rischiato di morire soffocata"

In che modo?

"Quando si ha bisogno di aiuto, come nei casi di ostruzione delle vie aeree, è sì necessario chiamare velocemente i soccorsi ma è importante, allo stesso tempo, anche imparare a gestire l’emergenza stessa durante l’attesa. Conoscere quali siano le manovre da effettuare".

Anche nelle scuole?

"Assolutamente sì, a cominciare dalle elementari. Se lo si impara a scuola, lo si ricorda per sempre: già dall’età di sei anni, infatti, un bambino è capace di riconoscere il pericolo e chiamare i soccorsi. Crescendo, acquisisce ulteriori competenze, come ad esempio le manovre da effettuare in caso di soffocamento. Per questo insegniamo ai ragazzi come comportarsi: ovviamente il ‘tone of voice’ cambia con l’età".

Come?

"Ai più piccoli, nelle scuole primarie, portiamo una fiaba dal titolo ‘Il picnic mozzafiato’: un racconto che insegna cosa fare in caso di ostruzione delle vie aeree. Così come nelle scuole secondarie, ma con un format differente e più tecnico, dove procediamo con la stessa formazione che si fa agli adulti. Un ragazzo di dodici anni è infatti già in grado di fare una perfetta rianimazione cardio-polmonare e disostruzione".

Quali sono i rischi se non si interviene in tempo?

"Se si temporeggia si rischia di morire. Al contrario, se qualcuno interviene ed effettua le giuste manovre, guadagna tempo: prima lo si fa, meglio è".

Come bisogna agire?

"Nei casi di soffocamento, nei bambini con meno di un anno, cinque pacche sul dorso tra le scapole con il palmo della mano e cinque compressioni forti e staccate con due dita al centro del torace. Nei bambini con più di un anno, così come negli adulti, cinque pacche sulla schiena e cinque compressioni addominali. In ogni caso però, la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi".

E cosa, invece, non fare?

"A chi sta soffocando non bisogna dare da bere, né tantomeno mettergli le mani in bocca. Questo perché si rischia che quel corpo estraneo venga spinto ulteriormente più in basso. Ed evitare di capovolgere il bambino a testa in giù e scuoterlo, come spesso invece accade: è molto pericoloso".

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