Libetta: "Faccio rinascere il suono di Ezio"

Il pianista ha appena realizzato il doppio disco ’Lighting Bosso’ che raccoglie una serie di composizioni del musicista scomparso

Libetta: "Faccio rinascere il suono di Ezio"

Libetta: "Faccio rinascere il suono di Ezio"

Se la città dove ha a lungo vissuto e lavorato, ricordiamo la collaborazione con il Teatro Comunale, il rapporto strettissimo con l’Associazione Mozart 14 della quale è stato testimonial, e dove si è impegnato profondamente per la diffusione della musica, Bologna, sembra averlo quasi dimenticato, l’opera di Ezio Bosso continua fortunatamente a essere al centro di una grande attenzione. Lo dimostra la pubblicazione, avvenuta da poco del disco doppio ‘Lighting Bosso. From Bosso to Libetta Transcription’s (Sony), che raccoglie una serie di sue composizioni per piano e la Sinfonia N.1 Oceans, eseguite dal pianista di fama internazionale Francesco Libetta, che della Sinfonia ha anche curato l’inedita trascrizione.

Libetta, è vero che per registrare questo disco avete usato il pianoforte originale di Bosso, quello dove lui studiava e suonava nei concerti?

"Sì, è vero, Lighting Bosso è nato proprio all’interno di una dimensione famigliare. Abbiamo voluto che fosse il frutto del lavoro del gruppo di persone che al compositore è sempre stato molto vicino. E il suo pianoforte faceva parte di questa piccola comunità. Era necessario utilizzarlo perché volevamo che ogni sfumatura, ogni timbro, ogni virtuosismo fosse il suo, che l’esecuzione rispettasse la sua visione del suono. E il piano, da lui modificato, arricchito nel corso del tempo è stato trasportato in sala di registrazione e ri-accordato dal suo storico collaboratore".

Lei non ha mai incontrato Bosso?

"Mai. Mi sono accostato alla sua opera seguendo le indicazioni di una serie di personalità accademiche che per me sono figure di riferimento. Non parlo di giovani musicisti, come sarebbe più logico immaginare, ma maestri della tradizione come i pianisti Riccardo Risaliti e Salvatore Orlando che, in particolare, mi ha suggerito di lavorare alla trascrizione della Prima Sinfonia di Bosso. Da lì è nato il percorso che ha portato al disco".

Un percorso per divulgare la musica di chi della divulgazione aveva fatto, dalla famosa apparizione a Sanremo nel 2016, la sua missione.

"Bosso era un comunicatore, dote innata, naturale, che gli permetteva di rendere fluida, piacevole, anche la più complessa delle opere. La sua musica non è mai facile o accattivante, penso proprio alla Sinfonia presente nel disco, ma è il suo approccio a trasfigurarla, a farla arrivare al cuore di qualsiasi ascoltatore, anche quelli che non hanno mai ascoltato musica classica. Per questo godeva della considerazione di Maestri come quelli che ho citato prima e riempiva di giovani le sale dove suonava".

’Lighting Bosso’ è insomma un disco per avvicinarsi al lavoro di un grande artista.

"La sua caratteristica, che speriamo emerga dalle mie trascrizioni e interpretazioni, era la capacità di far ricorso a un vocabolario musicale chiaro, sempre coinvolgente, che faceva appello alla vicinanza. Ma questo senza mai rinunciare alla ricerca. Le opere di Bosso, è bene ricordarlo, sono particolarmente impegnative. La Sinfonia presente nel disco, anche con la sua lunghezza, lo conferma. Lui è stato uno sperimentatore che ha aperto la strada a nuova via italiana alla musica classica".

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