Malattie neuromuscolari. Nasce il centro ’Nemo’. Primi posti letto al Bellaria

Bordon (Ausl): "Un cambio culturale nel prendersi cura della persona". I ricoverati saranno seguiti a 360 gradi. In futuro saranno accolti 14 pazienti.

Malattie neuromuscolari. Nasce il centro ’Nemo’. Primi posti letto al Bellaria

La presentazione del Centro clinico ’Nemo’ ieri in Regione

Arriva il primo nucleo di quattro posti letto che dà il via al centro clinico ’Nemo Bologna’ del Bellaria. Il centro si trova nel reparto di Pneumologia, al terzo piano del padiglione G. Un primo passo verso la ricostruzione completa da oltre mille metri quadrati del reparto, entro due anni, per un’area di degenza con 14 posti letto e spazi per la movimentazione del paziente.

Il modello presentato ieri in Regione è quello di presa in carico multidisciplinare, tipico delle cliniche Nemo. Questo significa che il paziente è seguito a 360 gradi per ogni tipo di malattia neurodegenerativa rara.

"Un cambio culturale e di paradigma del prendersi cura. Un buon allenamento in vista della ricostruzione del padiglione", apre Paolo Bordon, direttore generale dell’Aus. Al centro della clinica, quindi, c’è il paziente, perché "per curare le nostre malattie serve un’alleanza di comunità", racconta Alberto Fontana, presidente di Fondazione Serena.

Questa clinica, infatti, fa la differenza per gli oltre 4.500 adulti e 500 pazienti in età evolutiva che soffrono, in Regione, di malattie neurodegenerative rare, a cui si aggiungono più di 600 casi di Sla.

"Un salto di qualità in cui faremo lavorare i medici tutti insieme", afferma Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute. Insomma, non servirà andare alla ‘ricerca di Nemo’ ma "sarà possibile trovare, in unico centro di ricerca, tutte le terapie e tutti i professionisti riuniti", continua Donini.

A seguire i pazienti saranno 15 medici e operatori sanitari guidati da Rocco Liguori, direttore della Clinica neurologica e responsabile del centro Nemo: "Un luogo che ci permetterà di attivare una modalità assistenziale unica", dichiara. Favorito dalla nuova struttura è anche "lo studio dei meccanismi di malattia, che ci consentirà di implementare trattamenti innovativi a cui potranno essere sottoposti in sicurezza singoli pazienti nelle fasi della malattia", sottolinea Raffaele Lodi, direttore scientifico dell’Irccs Istituto scienze neurologiche di Bologna. A monitorare la garanzia della qualità e dell’efficacia degli standard di cura è un comitato tecnico-scientifico.

"Molte persone si trovano in difficoltà ad avere un punto di riferimento, spero che questo centro possa risolvere questo problema", dice Alice Greco, coordinatrice della Consulta regionale delle malattie neuromuscolari. Presente all’appuntamento anche Luca Rizzo Nervo, assessore a Welfare e salute del Comune: "Un reparto che rende Bologna ancora più inclusiva e competente".

Giovanni Di Caprio

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