Maltempo, allerta arancione dopo la tregua

Attese nuove precipitazioni, rischio idrogeologico in Appennino. Riaperta a Porretta la vecchia statale chiusa per una frana

Maltempo, allerta arancione dopo la tregua

Maltempo, allerta arancione dopo la tregua

Dopo una giornata di tregua, il maltempo torna a tenere in agitazione l’Appennino. Per oggi sono previste di nuovo forti precipitazioni e monitorati sono in particolare i territori a ridosso del crinale, dove l’allerta è arancione per il rischio di frane e smottamenti. I corsi d’acqua minori sono sorvegliati speciali, in questa prima settimana davvero piovosa dell’anno, che non si esaurirà prima di lunedì prossimo. A Marzabotto, dove martedì il Setta ha eroso gli argini già mangiati dall’alluvione dello scorso maggio, proseguono i lavori in somma urgenza disposti dal Comune per ripristinare un muretto di protezione attraverso la posa di massi ciclopici. A Porretta, invece, ieri è stato nuovamente aperto al traffico il tratto di strada comunale, ex statale, di ingresso al paese da Ponte della Venturina.

Sono stati anche rimossi rami e alberi trasportati dalle frane molto vicino alla sede stradale, che continua a essere parzialmente ristretta a causa dei massi posti a protezione della stessa, ma comunque ancora percorribile in entrambi i sensi di marcia. Resta attivo, poco più a sud del tratto riaperto, il semaforo sulla strada statale 64 Porrettana, installato dopo la caduta di massi delle scorse settimane. Questo, mentre dallo scorso venerdì a ieri nel bacino del Reno, in Appennino, sono piovuti oltre 150 millimetri di pioggia; in pianura, invece, nella zona orientale, tra Idice e Sillaro, i millimetri sono stati 30; nell’area tra Navile e Samoggia dove ne sono caduti 60, il doppio.

In questo contesto, la Bonifica Renana ha messo a disposizione 100 operatori del Consorzio, attivi in turnazione con reperibilità 24 ore su 24, sette giorni su sette, fino a quando non cesserà l’allerta meteorologica. E nell’attesa che le nuvole si aprano e torni il sole, per evitare un eccessivo ‘stress’ ai corsi d’acqua ingrossati dalle acque piovane, da martedì sono in funzione "gli impianti di sollevamento della Renana per lo scolo della pianura". L’attività di pompaggio interessa soprattutto "le pompe del Conte e di Forcelli, a tutela del del territorio di Anzola e Sala Bolognese, che immettono le acque meteoriche dei canali di scolo nel torrente Samoggia e nel fiume Reno. Nella stessa zona è entrata in funzione la cassa consortile del Dosolo, con capacità d’invaso pari a 1,3 milioni di metri cubi".

Per quanto riguarda la pianura tra Reno e Idice sono operativi da mercoledì anche gli idrovori

Malalbergo, Varani e Travallino, oltre a Saiarino e Valle Santa, nodo idraulico per l’area a nord di

Bologna. "In totale – continuano dalla Bonifica – gli impianti idrovori operativi hanno la capacità di sollevare fino a 162 metri

cubi d’acqua al secondo. Inoltre sono 42 milioni i metri cubi di pioggia che le casse di espansione del Consorzio sparse nella pianura del Reno sono in grado di accumulare in caso di necessità. Ad oggi, su richiesta della Regione, la Bonifica Renana ha messo a disposizione la cassa Gandazzolo Vecchia a Baricella per ricevere le acque di piena del cavo regionale Savena Abbandonato; attualmente stanno accumulando piogge anche la cassa consortile di Argelato e quella del Bassarone, posta in chiusura di bacino a Campotto di Argenta".

(ha collaborato

Fabio Marchioni)

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