Marelli, i piani di Tecnomeccanica: "Investimenti per oltre 22 milioni"

Dei 222 lavoratori, 152 confluiranno subito nella nuova realtà. Ma per i sindacati l’obiettivo è esuberi zero

Marelli, i piani di Tecnomeccanica: "Investimenti per oltre 22 milioni"

Marelli, i piani di Tecnomeccanica: "Investimenti per oltre 22 milioni"

"Ci sono tutte le condizioni per portare a termine un percorso positivo, per salvaguardare l’occupazione e assicurare un futuro industriale allo stabilimento Marelli di Crevalcore". A parlare è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, al termine del tavolo sulla vertenza Marelli di Crevalcore. Tavolo che ha ospitato chi renderà possibile questa rinascita: Tecnomeccanica, azienda di Novara che tratta in esclusiva con Marelli per rilevare lo stabilimento. Dove l’azienda punta a entrare già "dall’1 giugno – spiega Simone Ferrucci, titolare e ad –. Siamo arrivati a un piano industriale sostenibile e siamo in una fase di execution". Nel 2025, i dipendenti saliranno da 152 a circa 304 tra le due realtà insieme. "Partiamo con 152 - sottolinea l’ad -. Ma ci sono anche professionalità che verranno dall’esterno, perché molte funzioni centrali non sono presenti. Stiamo valutando se ci possono essere delle crescite interne legate all’attività". Il pensiero va ai dipendenti: "Ho visto molto scoramento in questo momento – dice Ferrucci –, troviamo un percorso tutti insieme. Le cose si aggiusteranno, perché si trova sempre una soluzione". Nonostante il riassorbimento immediato di 152 lavoratori dei 222 dipendenti attuali di Marelli, le sigle sindacali hanno "l’obiettivo esuberi zero - annuncia Simone Selmi, segretario della Fiom Cgil di Bologna -. Tra piano sociale e investimento è una strada che pensiamo ancora percorribile".

Il fatturato, da piano industriale, salirà dai 28 milioni della realtà piemontese a circa 50 complessivi, di cui 32 a Crevalcore, che beneficerà di 22 milioni di euro di investimenti a partire dal sito, che subirà un’impattante trasformazione grazie a investimenti nell’automazione e in nuove presse. È anche previsto l’inserimento di produzioni che ora fanno capo a Tecnomeccanica, la cui capacità è satura. A chiudere il quadro, l’arrivo di una dozzina di centri di lavorazione dallo stabilimento francese, che chiuderà. Per rendere possibile tutto ciò, serve l’ingresso di Invitalia come socio: "Abbiamo appena fatto domanda - spiega Ferrucci -, ci sarà un processo in parallelo di due diligence sul piano (che dovrebbe partire a giugno, ndr)".

Attraverso questa acquisizione, Tecnomeccanica punta a diversificare prodotti e clienti, ampliando i mercati: attualmente il 90% del fatturato è generato dall’automotive. "Il piano è consistente, perché va in continuità con quello che già si fa a Crevalcore - dice Massimo Mazzeo, segretario Fim Cisl -. C’è questa nuova fase del processo produttivo e il fatto che vengano a Crevalcore dei nuovi business. Il prodotto è diversificato, non si fanno più solo componenti per l’endotermico". Per Giuseppe Di Stefano (Uilm) "La strada è ancora lunga, anche se siamo molto euforici per i nuovi imprenditori - conclude -. Speriamo che nel tempo risulti qualcosa di positivo e utile per l’occupazione, l’importante è che il piano industriale abbia gambe per andare oltre il 2028". Il prossimo incontro è previsto per il 16 aprile, mentre oggi e domani ci sono le assemblee con i lavoratori.

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