Migranti, ordinanza tra le polemiche "Rischio escalation, va sospesa"

L’assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo, mostra preoccupazione per la misura adottata dal prefetto "Nei prossimi mesi ne arriveranno altri. Servono soluzioni subito, ma non è responsabilità del Comune".

Un centinaio di migranti dovranno uscire dal sistema di accoglienza, e quindi dai Cas. La notizia, che segue l’ordinanza emessa dal prefetto, è dei giorni scorsi, ma le polemiche non sembrano intenzionate a finire. Nella giornata di giovedì, si è svolto il presidio delle associazione (tra cui Ya Basta, Cgil e Mediterranea) davanti a palazzo Caprara. Poi l’incontro tra i manifestanti e la viceprefetto, Anna Pavone, che si è concluso in un nulla di fatto. Sul tema è intervenuto anche l’assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo.

Assessore, dove verranno ricollocate queste persone?

"La responsabilità di dare una risposta di accoglienza è in capo alla Prefettura e di conseguenza al governo. Come amministrazioni comunali, sul territorio, già ci facciamo carico di circa duemila migranti, attraverso il sistema Sai (Servizio accoglienza integrazione). Consideriamo paradossale dover gestire un ulteriore carico che deriva dalla mancanza di risposte di chi ha la responsabilità. Abbiamo, per questo, segnalato alla Prefettura la nostra preoccupazione per le conseguenze che può avere questa ordinanza".

Siete quindi contrari alla decisione presa da palazzo Caprara.

"Assolutamente. Abbiamo chiesto che vengano trovati dei posti che garantiscano accoglienza a questi migranti. Noi potremmo anche avere qualche disponibilità all’interno delle nostre strutture, ma il decreto Cutro ci impedisce di accogliere richiedenti asilo all’interno del sistema Sai. Se queste persone si troveranno per strada, sarà una sconfitta per tutti".

Vi aspettate altri arrivi nei prossimi mesi?

"Sì, soprattutto arriveranno anche molti minori stranieri non accompagnati. Motivo per cui la nostra preoccupazione aumenta se guardiamo al futuro. Ci ha molto stupito che una misura del genere (l’ordinanza emessa del prefetto, ndr) venga adottata in un momento storico in cui gli sbarchi sono continui e non accennano a diminuire. Una cosa è certa: vanno assolutamente studiate delle soluzioni che garantiscano accoglienza a queste persone".

Soluzioni che continuerete a chiedere alla Prefettura.

"Certamente. Il livello di interlocuzione, in questi mesi, è sempre stato altissimo. Nonostante la nostra contrarietà all’ordinanza, stiamo portando avanti un dialogo con la Prefettura anche in questi giorni. La nostra richiesta è che questa decisione possa essere sospesa o quanto meno valutata rispetto ai rischi che ne conseguono. Il tutto in un quadro di massima collaborazione".

Chiara Caravelli

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