Morto Gilberto Sacrati, ex patron Fortitudo: i familiari sentiti dai carabinieri

Il decesso venerdì: le cause sarebbero naturali, ma l’avvocato Bordoni ha chiesto accertamenti. L’ex presidente comprò l’Aquila nel 2007, poi finì nella polvere dopo il tramonto del Parco delle Stelle

Addio a Gilberto Sacrati, l'ex patron della Fortitudo è morto a 63 anni

Addio a Gilberto Sacrati, l'ex patron della Fortitudo è morto a 63 anni

Bologna, 24 febbraio 2024 – Addio all’ex patron della Fortitudo Gilberto Sacrati. L’imprenditore, 63 anni, è morto venerdì per cause con tutta probabilità naturali. Giovedì sera Sacrati aveva ricevuto la visita della figlia e le sue condizioni di salute, pur essendo precarie per una serie di patologie, sembravano essere stabili. Il giorno successivo, però, il telefono era rimasto muto e i vari tentativi per mettersi in contatto con lui erano risultati vani.

A quel punto è scattato l’allarme e sono intervenuti i carabinieri che, insieme ai sanitari del 118, sono entrati in casa e ne hanno constatato il decesso. Apparentemente il decesso sembrerebbe appunto naturale anche se il suo legale, l’avvocato Gabriele Bordoni, ha richiesto che sulla salma siano effettuati ulteriori accertamenti.

Nel corso della giornata di oggi, inoltre, i carabinieri hanno sentito i familiari di Sacrati, Nelle prossime ore arriverà in Procura una nota dei militari e probabilmente verranno fatti alcuni approfondimenti su quanto riferito. 

Nel gennaio del 2018 Sacrati era stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per il fallimento della società Ripresa e nel dicembre dello stesso anno gli erano stati inflitti altri 4 anni per il crac della Fortitudo. Complessivamente avrebbe dovuto scontare 7 anni e mezzo, ma la Corte d’appello nel 2021 accolse parzialmente le richieste di Bordoni che, grazie a un certosino lavoro di ricerca, riuscì a dimostrare come il fallimento della società sportiva trascinò con sé anche quello della realtà immobiliare. Gli anni da scontare vennero ridotti a 5 e anche la Corte di Cassazione alla fine accolse questa impostazione, arrivando così a stabilire per il geometra nato a Senigallia, ma da sempre residente a Bologna, la condanna definitiva di 4 anni e 2 mesi. Viste le sue condizioni di salute, l’ex patron dell’Aquila stava scontando la pena in detenzione domiciliare.

Nato il 18 aprile del 1960, Sacrati diventa proprietario della Fortitudo il 27 marzo del 2007. Non è un appassionato di pallacanestro, ma l’essere il patron di un club sportivo gli consentirà di gettare le basi per la realizzazione del Parco delle Stelle in una area molto vicina al Caab. Oltre a una disponibilità immobiliare non indifferente, il controllo completo della Effe gli permette di avere uno strumento in più di persuasione, dato che si impegna a districare la complessa questione del mutuo legato al PalaDozza.

La situazione, però, precipita quando i tempi della burocrazia di fatto congelano il progetto del parco e allo stesso tempo i soldi per l’Aquila scarseggiano. Il colpo di grazia arriva nel 2010 quando il Comune viene commissariato e il commissario Anna Maria Cancellieri inizia a chiedere conto a Sacrati delle tante promesse mancate.

Arriva il fallimento della Fortitudo e a seguire quello della sua società immobiliare Ripresa, ma come hanno evidenziato anche le ultime sentenze, in questo disegno Sacrati ha investito tutto quello che aveva senza aver sottratto un centesimo.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro