GIORGIA DE CUPERTINIS
Cronaca

A Bologna la mostra ‘Com’eri vestita’ contro la violenza sulle donne: un fenomeno in crescita

Durante l’inaugurazione un evento organizzato dall’Ausl per un momento di riflessione. A oggi sono quaranta le donne accolte al Maggiore nel corso del 2023

La mostra ‘Com’eri vestita’ ospitata alla Casa della Comunità Porto Saragozza.

La mostra ‘Com’eri vestita’ ospitata alla Casa della Comunità Porto Saragozza.

Bologna, 24 novembre 2023  – “Se solo fosse così semplice. Se solo potessimo porre fine agli stupri semplicemente cambiando i vestiti”. Tuonano i versi della poesia di Mery Simmerling. Versi che sembrano dare voce a tutte quelle storie racchiuse nella stoffa di quegli indumenti ora esposti alla mostra ‘Com’eri vestita’, a cura dell’associazione Malala e ospitata alla Casa della Comunità Porto Saragozza.

Una mostra nata con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del fenomeno della violenza contro le donne, mettendo da parte pregiudizi e stereotipi, a partire proprio da quelli relativi all’abbigliamento. E una mostra che ha visto nel corso del suo evento inaugurale, organizzato dall’Ausl, un profondo momento di riflessione su un fenomeno in continua, e tragica, crescita. A oggi infatti sono quaranta le donne accolte al Maggiore nel corso del 2023 dall’ambulatorio dedicato alle donne che hanno subito violenze sessuali. Un trend in costante crescita: soltanto nel 2019 erano state 33, mentre solo lo scorso anno sono state 51. “Quando abbiamo pensato di organizzare questa iniziativa, la situazione era già difficile, ma nelle ultime settimane è ulteriormente peggiorata. Bisogna fare di più: questo tema va affrontato con grande serietà, con l’aiuto della scuola, delle istituzioni e della sanità pubblica – afferma Paolo Bordon, direttore generale dell’Ausl –. Dobbiamo cercare di agire a monte e per fare questo serve la partecipazione di tutta la società”. 

Inoltre, gli interventi assistenziali per le donne che hanno subìto violenza, offerte dall’Azienda Usl di Bologna, non si limitano alla cura successiva all’evento, ma prevedono follow-up e la presa in carico da parte di psicologi. La violenza emerge in maniera trasversale negli ambulatori consultoriali, a partire dagli spazi giovani e poi anche durante l'accesso per Ivg, durante il percorso nascita, l'assistenza al puerperio e durante gli accessi per la riabilitazione del pavimento pelvico. Raramente durante la prima visita, più spesso quando si instaura con le donne una relazione di fiducia, dando continuità alla relazione terapeutica.

Nel 2022, inoltre, tutte le donne seguite dal Percorso Nascita (quasi 5.000) sono state sottoposte ad uno specifico screening per indagare eventuali disagi in gravidanza legati ad abusi. Non è finita qui. Oggi pomeriggio, inoltre, i riflettori sono stati puntati anche su uno studio osservazionale riguardo la violenza di genere, i cui risultati sono stati presentati dalla Psichiatra Ilaria Tarricone, professoressa al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater.

Dallo studio “Intimate Partner Violence”, infatti, emergono numeri da non sottovalutare. “È una ricerca che abbiamo condotto in sedici giorni, in un arco di tre settimane, al pronto soccorso del Sant’Orsola, attraverso un test compilato in modo anonimo. Dai risultati emerge come una donna su dieci ha subìto nel corso della vita agiti violenti da parte del proprio partner. E a questa si aggiunge una quota di donne, ma anche di uomini, che riferiscono invece di aver subìto minacce e aggressioni verbali - spiega Tarricone - lo scopo della ricerca è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche il personale sanitario per svolgere attività di monitoraggio e interventi tempestivi”. 

Ma non è finita qui. L’impegno dell’Ausl nel contrastare gli stereotipi di genere, promuovere una cultura rispettosa delle differenze e contrastare la violenza di genere, è rivolto quotidianamente sia al personale aziendale sia alla cittadinanza e si concretizza attraverso le numerose iniziative. Tra le tante, si evidenzia la formazione dedicata alle donne di tutto il territorio per prevenire e contrastare la violenza economica, il protocollo recentemente sottoscritto con le forze dell’ordine, le numerose iniziative di aggiornamento per il personale dipendente, l’affissione di cartelli con le informazioni sul numero unico antiviolenza affissi nei servizi per le donne (1522), nonché le panchine rosse posate nelle sedi aziendali. Quest’anno, grazie alla sensibilità del progetto Sally promosso dall’Associazione Bimbo Tu, sette panchine rosse sono state installate nei diversi ospedali dell’Azienda USL di Bologna: Bentivoglio, Budrio, San Giovanni, Bazzano, Porretta, Loiano, Vergato. A queste se ne aggiunge una ottava, voluta dall’Azienda USL di Bologna, che verrà inaugurata il 29 novembre presso la Casa della Comunità Porto Saragozza.

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