Museo della Tappezzeria. Petizione per riaprirlo

Lo scrigno dentro Villa Spada è chiuso dal 2017 per interventi di manutenzione. Una residente ha raccolto mille firme: "Una collezione unica nel suo genere" .

Museo della Tappezzeria. Petizione per riaprirlo
Museo della Tappezzeria. Petizione per riaprirlo

È uno scrigno di quelli preziosi, immerso nel suo parco un po’ fiabesco e recentemente rinnovato. Uno scrigno che però è attualmente chiuso alle visite, come sottolinea una petizione lanciata da una residente del quartiere che spera in una prossima riapertura. Parliamo del Museo del Tessuto e della tappezzeria Vittorio Zironi, all’interno di Villa Spada in via di Casaglia, che custodisce tesori rari, come tessuti copti, caftani ottomani del diciottesimo e diciannovesimo secolo, corredi liturgici, enormi telai, per non parlare della biblioteca specializzata e pure di un laboratorio di restauro.

Un patrimonio di opere e reperti distribuito su tre piani che il Comune ha acquisito nel 2017 dai discendenti di Vittorio Zironi – tappezziere che nel Dopoguerra diede il via alla collezione – ma che nel giro di pochi mesi non fu più visitabile per necessari interventi di manutenzione straordinaria. "Nel 2019 incontrai l’allora assessore Matteo Lepore – ricorda Francesco Zironi – e in quell’occasione si disse che c’erano lavori da fare nella villa, approfondimenti per delle infiltrazioni e che gli interventi sarebbero partiti almeno un paio di anni dopo". Tornando all’oggi, il museo è ancora chiuso. Una cittadina però, Lucrezia Levanti, ha lanciato una raccolta firme – ormai oltre mille quelle raccolte – per puntare l’attenzione sulla riapertura della villa. "Questa petizione – si legge sulla piattaforma change.org – nasce da un sentimento personale di profondo attaccamento alla nostra storia e cultura. Villa Spada e il Museo della Tappezzeria Vittorio Zironi rappresentano non solo una parte importante del patrimonio storico-culturale di Bologna, ma anche a livello nazionale. Chiediamo quindi alle autorità competenti di prendere in considerazione tale richiesta". "Abito in zona da sempre e per me quella collezione – aggiunge Levanti – è unica nel suo genere. Sono appassionata al mondo del tessile anche per gli studi che ho fatto e sarebbe bello avere accesso a quella biblioteca specializzata. Ho raccolto alcune sensazioni che giravano sui social dopo i lavori al parco: la raccolta firme non ha valore legale, ma ha mosso un po’ di opinione pubblica, ha creato interesse".

"La petizione è nata in modo spontaneo e quando ne sono venuto a conoscenza mi ha fatto molto piacere e ho subito aderito condividendola – prosegue Zironi –. All’interno del museo c’è tanto da mostrare al pubblico, tessuti di ogni epoca ed intere collezioni con cui si potrebbero sviluppare molte mostre inedite. Sarebbe interessante sapere qual è lo stato attuale dell’intervento; mi risulta che in ottobre siano stati finiti alcuni lavori sul tetto, dopo questi anni di attesa e pure gli importanti interventi di riassetto del parco ci aspettiamo tutti una riapertura al pubblico". Anche perché all’interno c’è davvero tanto: "le acquisizioni sono state migliaia– conclude Zironi – e hanno spaziato nei vari campi tessili". Oggi si trovano dunque abiti e componenti d’abbigliamento, ricami e merletti (Aemilia Ars, ma anche punto Umbro ed altri), arazzi e stendardi (tra cui quelli delle corporazioni della città di Bologna).

Letizia Gamberini

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro