Nuovo blitz ambientalista. Il Reno si tinge di verde

Tre attivisti di Extinction Rebellion sono stati identificati e sanzionati. Tantissimi i turisti che hanno scattato foto dalla finestrella di via Piella . .

Nuovo blitz ambientalista. Il Reno si tinge di verde
Nuovo blitz ambientalista. Il Reno si tinge di verde

"Il Governo parla, la terra affonda". Uno striscione verde, sopra l’acqua, anche essa tinta di verde quasi fluo, del canale delle Moline. E sopra, due o tre canotti a navigare. È l’ultimo blitz degli attivisti di Extinction Rebellion, che ieri pomeriggio hanno messo in atto analoghe azioni anche a Roma, Milano, Venezia e Torino. Il sale colorante utilizzato, spiegano gli ambientalisti, è innocuo e l’azione nasce "per denunciare l’ennesimo fallimento politico della COP28 e dei governi mondiali nel contrastare la crisi climatica e la sesta estinzione di massa".

L’effetto verde brillante dell’acqua non sarebbe a lungo termine. "Tra qualche ora – scrivevano ieri gli attivisti –, queste acque torneranno come prima. Nel frattempo, mentre i governi parlano, contiamo i danni e le vittime di continue alluvioni e incendi".

Così, solo chi si è trovato a sbirciare dalla finestrella appena rinnovata in via Piella o dagli altri affacci sul canale dopo le 16 ha potuto vedere l’acqua cambiare colore e illuminarsi di verde. Ed erano tantissimi, come in ogni weekend, i turisti in fila per un selfie nella ‘piccola Venezia’ bolognese, che sono rimasti stupiti dalla sorpresa e hanno approfittato del blitz ambientalista per scattare una foto davvero unica.

Al di là dell’aspetto spettacolare della performace, dell’azione è stata informata la Digos, che ha monitorato il blitz. Tutti gli attivisti sono stati identificati, tre di loro sono stati multati dalla polizia locale per getto su aree pubbliche soggette ad uso pubblico di materiale liquido di natura ignota e non verificabile nell’immediatezza.

Lo scorso settembre, un tentativo degli attivisti di Ultima generazione di imbrattare di nero l’acqua della fontana del Nettuno era stato invece bloccato per tempo dalla Digos: l’atto avrebbe potuto danneggiare il monumento simbolo di Bologna, tra l’altro proprio oggetto di interventi di manutenzione nelle scorse settimane. I sei attivisti, uomini e donne provenienti da fuori città, erano stati fermati con quattro taniche contenenti liquido nero e due striscioni. Erano stati identificati dalla polizia e poi denunciati per tentato danneggiamento aggravato in concorso.

Nicoletta Tempera

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