Offese e minacce alla moglie. Operaio allontanato da casa

La misura cautelare è stata emessa nei confronti di un italiano di 50 anni. Le aggressioni avvenivano anche di fronte al figlio minorenne della coppia.

Offese e minacce alla moglie. Operaio allontanato da casa

Offese e minacce alla moglie. Operaio allontanato da casa

Ancora maltrattamenti in famiglia nell’Unione dei Comuni di Terre d’Acqua. E vittime sempre le donne. Questa volta, dopo Anzola nei giorni scorsi, nel mirino è finito il comune di Crevalcore dove i carabinieri della locale stazione dell’Arma hanno eseguito una ordinanza di misura applicativa della misura cautelare a carico di un cittadino italiano di 50 anni, operaio, incensurato. In sostanza è stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. In procinto di separarsi legalmente, l’uomo aveva minacciato la moglie davanti al figlio minorenne. Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Bologna, nell’ambito di un’indagine per maltrattamenti contro familiari o conviventi, scaturita dalla denuncia presentata dalla compagna, una signora italiana di 50 anni. La donna aveva riferito ai militari dell’Arma che durante l’avvio delle pratiche di separazione consensuale, il marito aveva iniziato a trattarla male ed a minacciarla anche di fronte al figlio minorenne. Atteggiamento aggressivo che aveva procurato alla donna una condizione di sopraffazione e paura per la propria incolumità. Letta la richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna ha applicato all’uomo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa.

La settimana scorsa Ad Anzola un moldavo, pregiudicato, di 34 anni aveva aggredito la compagna, 33enne di origine ucraina, davanti alla figlia piccola ed era stato arrestato dai carabinieri della stazione di Anzola. L’uomo è stato accusato del reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La donna, parlando sottovoce, per non essere sentita dal compagno, aveva chiesto aiuto ai militari dell’Arma riferendo del comportamento aggressivo, nei suoi confronti, del compagno che aveva tentato di strangolarla. Gli Uomini della Benemerita della locale stazione, appresa la notizia, si erano recati velocemente sul posto e, al loro arrivo, avevano trovato il 34enne in evidente stato di agitazione. Il moldavo infatti aveva alzato il gomito abusando di bevande alcoliche. Mentre la donna, che si stava occupando della figlia di pochi anni, aveva evidenti segni sul collo. L’ucraina aveva riferito ai militari dell’Arma che, pur avendo subito in passato violenze da parte del compagno, non lo aveva mai denunciato per paura delle sue ritorsioni e continue minacce.

p. l. t.

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