Omicidio a Persiceto, la convalida. Si indaga sul passato del coinquilino

Oggi l’udienza davanti al gip. Disposta l’autopsia: dovrà fare luce su tanti punti ancora oscuri del delitto. Gli inquirenti al lavoro per capire come una convivenza apparentemente tranquilla sia sfociata nel sangue.

Omicidio a Persiceto, la convalida. Si indaga sul passato del coinquilino

Omicidio a Persiceto, la convalida. Si indaga sul passato del coinquilino

Non appena la sua posizione è mutata e lui si è ritrovato indagato per omicidio volontario, Francesco Ferioli, 48 anni, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. E non ha più ribadito ai carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di San Giovanni in Persiceto, e al pm Flavio Lazzarini, quanto, seppure tra frasi sconnesse e in stato di choc, aveva rivelato poco prima. Ossia, in sostanza, che era stato lui a uccidere il coinquilino Andrea Beluzzi, 54 anni, con cui dal 4 novembre condivideva l’appartamento di via Carbonara 25 a Persiceto. Una convivenza nata nell’ambito di un progetto comunale di coabitazione sociale per persone in difficoltà economiche e sfociata nel sangue il giorno di San Silvestro.

Questo pomeriggio, Ferioli, assistito dal proprio avvocato Benedetto Bevilacqua, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli per l’udienza di convalida del fermo eseguito dai carabinieri nei suoi confronti all’alba di Capodanno. Da allora è nel carcere della Dozza.

I fatti. Beluzzi è stato trovato senza vita nel suo appartamento il giorno di San Silvestro, attorno alle 14, dai sanitari del 118. Ad allertarli era stato lo stesso Ferioli, che aveva riferito di avere trovato il coinquilino senza vita al rientro da un giro in bici. Beluzzi era a terra accanto al suo letto, con i segni di diverse coltellate al petto, almeno tre. Un primo esame del medico legale intervenuto avrebbe fissato il decesso però a diverse ore prima, all’incirca durante la notte tra il 30 e il 31: dunque, il coinquilino avrebbe chiamato i soccorsi diverse ore più tardi, senza però saperne dare una spiegazione convincente. È questo uno degli aspetti su cui è chiamata a fare luce l’autopsia, disposta ieri. La Procura ha nominato un consulente, così come la difesa. I lavori inizieranno a breve, forse oggi stesso. L’esame mira a restituire uno scenario chiaro agli inquirenti, non solo sull’orario preciso della morte di Beluzzi, ma anche se questi sia stato ucciso nel sonno o da sveglio, se si sia trattata di un’aggressione o di una difesa, se le coltellate siano giunte al culmine di una colluttazione o meno, quali siano state fatali. L’arma del delitto, però, non è stata ancora trovata.

Gli inquirenti sono poi al lavoro per ricostruire la genesi del delitto, tramite le testimonianze di persone vicine ai due uomini. Obiettivo: capire come una convivenza apparentemente tranquilla – i servizi sociali erano andati a visitare la coppia poco prima dell’omicidio, senza rilevare tensioni – sia potuta finire in tragedia. Beluzzi era seguito dal servizio di salute mentale, ma nulla lasciava presagire segni di instabilità con il coinquilino. Ferioli, veterinario senza lavoro fisso di Cento, dopo un divorzio all’estero era tornato in città, dormendo in auto. La polizia locale lo aveva convinto a entrare nel progetto di coabitazione. Ora andrà fatta luce sul suo passato.

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