Opere d’arte, i collezionisti di ieri e di oggi

Bologna ha una ricca tradizione collezionistica, dal '700 fino al '900, con importanti collezioni di quadri e opere d'arte donate all'Accademia Clementina e all'Istituto delle Scienze. Oggi esistono ancora collezioni di artisti del Novecento e del primo '900 bolognesi.

Nicoletta

Barberini Mengoli

Nel ‘700 e nell’800 i grossi nomi della nobiltà, o di famiglie importanti bolognesi, assumevano sempre degli specialisti del settore del collezionismo, per essere consigliati e indirizzati. Bologna ha una tradizione collezionistica, specie nel ‘700, molto importante, atta a proteggere la cultura felsinea. La collezione della Quadreria Hercolani, costituita da Marcantonio e dal figlio Filippo, era considerata la più interessante della città; l’altra era quella di Mons. Francesco Zambeccari. Purtroppo sono state smembrate, alcuni quadri di quest’ultima, per esempio, per volere del Monsignore vennero donati all’Accademia Clementina, la cui funzione assieme all’Istituto delle Scienze era quella di salvaguardare molte delle opere donate. Il periodo più sanguinoso per l’espropriazione di capitali artistici fu quello napoleonico, quando, nel 1796, le truppe francesi entrarono in città. La crisi economica della nobiltà fu tale che tante collezioni vennero vendute: si ricordano quella del cardinale Marescalchi e la Sampieri Talon. Francesco Sampieri, nel 1811, vendette i suoi quadri di artisti come Guercino, Reni, Albani, ad Eugenio Beauharnais. Oggi esistono ancora grosse collezioni: in primis la Collezione Giovanardi che conta prestigiosi quadri di artisti del Novecento tra cui Giorgio Morandi. Quella di Michelangelo Poletti il quale, amando molto i pittori del ‘500, ‘600, ‘700 bolognesi ed emiliani, ha raccolto opere che riguardano questi secoli. Luigi Martelli ha una raccolta di 100 artisti dell’800 e ‘900 bolognesi tra i quali Saetti, Ilario Rossi, Fioresi, Pizzirani, Protti e Romagnoli. La collezione Sinigaglia - Semeghini, comprende quadri dell’800 e del primo ‘900 bolognesi, ed è confluita nel Museo Ottocento per essere messa a conoscenza del pubblico. Un collezionista di opere e cimeli dannunziani è Roberto Iseppi, considerato tra i più importanti d’Italia.

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