SIMONE SALE
Cronaca

Ospedale Maggiore Bologna Cardiologia, la staffetta dei primari

Di Pasquale lascia, in pole position Casella. Inaugurati dodici ambulatori per un investimento di 300mila euro

Gli ambulatori rinnovati si trovano al quarto piano dell’ospedale Maggiore

Gli ambulatori rinnovati si trovano al quarto piano dell’ospedale Maggiore

Bologna, 19 ottobre 2019 - Cambio alla guida del reparto di cardiologia dell’ospedale Maggiore. È stato presentato come nuovo primario, seppur ancora in via informale, il dottor Gianni Casella, che con ogni probabilità sostituirà Giuseppe Di Pasquale, il quale lascerà il reparto il prossimo 5 novembre, dopo una lunga carriera. Il dottor Gianfranco Tortorici, invece, ha assunto lo stesso incarico all’ospedale di Bentivoglio. Le due nomine sono il coronamento di un mese di ottobre molto importante per l’Azienda Usl di Bologna. Ieri, infatti, sono stati inaugurati ufficialmente i dodici nuovi ambulatori di cardiologia, al quarto piano dell’ospedale. Taglio del nastro di rito, dunque, per una struttura rinnovata e con tecnologie all’avanguardia, già in uso da diverso tempo, ma che ora vede il suo completamento. «È una grande soddisfazione poter inaugurare la struttura rinnovata, con strumentazione precisa e moderna» sottolinea Francesca Novaco, direttrice generale dell’Ausl. L’intervento ha comportato un investimento totale che supera i 300 mila euro: «In questi ambulatori svolgiamo due attività principali – spiega Di Pasquale –. La prima è rivolta ai pazienti interni, con consulenze che vengono effettuate in giornata, in modo da favorire i tempi di degenza e gli interventi; la seconda, è un’attività di secondo livello, in cui i pazienti arrivano da centri spoke del territorio per dei problemi particolarmente complessi, che richiedono la loro presa in carico. Continuiamo una stretta collaborazione anche con l’Azienda ospedaliero-universitaria: con i cardiochirurghi del Sant’Orsola discutiamo settimanalmente i casi clinici che vengono proposti». Ambie nt i rinnovati, dunque, che si traducono in una efficienza operativa maggiore per un centro che si caratterizza come cardiologia di emergenza, capace di ricoverare ogni anno oltre 700 persone colpite da infarto. «Qui si danno risposte adeguate e di qualità a qualsiasi tipo di bisogno – aggiunge Giuliano Barigazzi, assessore metropolitano alla Sanità –. Essere un’eccellenza vuol dire avere strumentazione, locali, procedure e personale di alta qualità. Questi risultati si ottengono facendo rete, prendendoci cura del cittadino dall’ospedale al territorio e viceversa. Sistemi come questo hanno bisogno di continua innovazione e noi continueremo a lavorarci».

Fiori all’occhiello della struttura il laboratorio di ecocardiografia, dotato di un macchinario che consente la visualizzazione del cuore in 3D, utilizzato per pianificare il tipo di intervento, e l’ambulatorio di cardiostimolazione, che consente agli operatori sanitari di monitorare in remoto defibrillatori, pacemaker e altri devices impiantati nei pazienti. L’area cardiologica del Maggiore, d’altronde, rappresenta una piattaforma importante per i professionisti che vi operano: ai 12 nuovi ambulatori, infatti, si somma il reparto di degenza, la terapia intensiva, il day ospital e le sale di emodinamica ed elettrofisiologia, il tutto nello stesso piano. Un caso più unico che raro, che consente alla struttura di ospitare ogn i anno 4.800 visite cardiologiche, 6.200 ecocardiogrammi transtoracici, 7.700 elettrocardiogrammi e 3.000 consulenze cardiologiche. 

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