Parola al professor Yunus: "Continuate a sperare"

Il premio Nobel per la Pace bengalese in collegamento con la sua Fondazione. Si fa concreto il rischio di sei mesi di carcere: "Teniamo alta l’attenzione".

Parola al professor Yunus: "Continuate a sperare"

Parola al professor Yunus: "Continuate a sperare"

"Un mondo a ‘tre zeri’, cioè senza povertà, disoccupazione e inquinamento, è possibile". Ne è convinto Muhammad Yunus, "il banchiere dei poveri", l’economista premio Nobel per la Pace nel 2006 per la visionaria idea del ’microcredito’: il sistema che ha permesso a tantissime persone senza disponibilità di accedere a finanziamenti altrimenti impossibili e che ha contribuito a tirare fuori il Bangladesh dalla povertà assoluta. Ne è convinto e lo ripete anche in collegamento video direttamente dal suo Paese, dove è al centro di una persecuzione giudiziaria che lo vede vittima di diverse cause e, soprattutto, di una condanna a sei mesi di carcere: "La situazione è terribile, per aiutarmi continuate a costruire tra i giovani nuove esperienze legate al social business e tenete viva l’attenzione affinché non si affievolisca l’interesse verso la verità in merito a ciò che sta succedendo".

Yunus parla davanti a una platea di decine di persone che pendono dalle sue labbra: l’occasione è il convegno ’Social business... Today’, che ha raccolto nella sede della Fondazione in via d’Azeglio imprenditori, esperti e changemaker per esplorare il business sociale, davanti a esponenti di tutti gli ‘Yunus Social Business Centre’ italiani. Dall’Amazzonia all’ultimo centro inaugurato dalla Fondazione a Mosca, dalla crisi in Repubblica democratica del Congo fino all’importanza dello sport "come veicolo per i giovani" e dei Giochi Olimpici come occasione di confronto: tanti i temi oggetti dell’incontro.

"Il momento è drammatico: sta avvenendo l’espropriazione illegale di strutture Grameen (gli enti di microcredito fondati da Yunus, ndr) che si occupano di social business in tutto il mondo", spiega il professore, che da pochi giorni è stato destituito da tutte le cariche sociali.

"Le persecuzioni ai danni del professore si sono intensificate – racconta Giuseppe Torluccio, vicepresidente della Fondazione Yunus Italia –. Abbiamo sentito l’urgenza di incontrarci".

Le preoccupazioni attengono al rischio che Yunus finisca in carcere. Anche per questo, Bologna esprime solidarietà e lo ha fatto attraverso il documento firmato a gennaio a Palazzo d’Accursio: un simbolo dell’affetto e del sostegno che la città rivolge al premio Nobel, sottoscritto anche dall’ex premier Romano Prodi, amico di Yunus.

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