Piazza Maggiore sarà il cuore di Art City

La kermesse dal 7 al 15 maggio in contemporanea con Arte Fiera: sul Crescentone la grande ’opera collettiva’ ideata da Tino Sehgal

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di Claudio Cumani

Alcuni progetti non ci sono più, altri si sono aggiunti. Ma, rispetto al programma annunciato (e cancellato per Covid) di fine gennaio, ‘Art City’ confermerà anche a maggio l’idea di una diversa condivisione dello spazio pubblico e di una nuova lettura dei rapporti interpersonali. Ieri è stato reso noto il nuovo ‘main program’ della manifestazione promossa dal Comune (con la direzione artistica di Lorenzo Balbi) che, come sempre, offrirà un calendario fatto di mostre, eventi e iniziative speciali. Si allungano le date della kermesse (dal 7 al 15 maggio con la tradizionale White Night già fissata per sabato 14) e si conferma il grande appuntamento in piazza Maggiore che per tre giorni (dal 13 al 15, ovvero nelle date di Arte Fiera) e per otto ore al giorno costituirà lo ‘special project’ dell’edizione numero 10 della manifestazione.

Saranno 45 i performer che, cantando, ballando o recitando, cercheranno sul Crescentone di creare un rapporto con i passanti: una sorta di grande opera collettiva firmata da Tino Sehgal, uno degli artisti più radicali emersi negli ultimi anni e già insignito del Leone d’oro alla Biennale veneziana del 2013. In attesa di conoscere a breve il palinsesto di musei, fondazioni, spazi istituzionali e gallerie, bisogna intanto soffermarsi sugli otto ‘main project’ realizzati appositamente per i luoghi che li ospitano.

Arriva, un po’ a sorpresa, la grande opera performativa di Benni Bosetto ‘Stultifera’ ambientata negli ultimi giorni di Art City nel Salone degli Incamminati della Pinacoteca in cui si ricrea una scena ispirata al libro di Sebastian Brant ‘La nave dei folli’ datato 1494. "E’ importante – dice Lorenzo Balbi – che un’artista italiana fra le più affermate sia sostenuta dal Trust per l’arte contemporanea".

All’Orto Botanico (e anche questa è una novità) sarà invece visibile la videoinstallazione ‘Aedes Aegypti’ di Pedro Neves Marques, artista che rappresenterà il Portogallo alla prossima Biennale di Venezia. In due sedi si sviluppa la presenza di Italo Zuffi con ‘Fronte e retro’: MAMbo accoglierà un percorso retrospettivo da metà degli anni ‘90 mentre la sala convegni Banca di Bologna di Palazzo Toschi ospiterà una serie di nuove produzioni. Ci saranno videoinstallazioni più o meno immersive (‘Zhouwéi Network’ di Emilia Tapprest al San Leonardo e ‘Emergency Break’ di Kipras Dubauskas nella sala Tassinari di Palazzo d’Accursio), mostre accompagnate da lavori performativi (‘Perché lo faccio perché’ dedicata a Giulia Niccolai), creazioni intriganti (l’artista cubano Carlos Garaicoa ricorderà la distruzione e il restauro dell’Oratorio San Filippo Neri).

Infine le storiche sale di palazzo Vizzani saranno abitate da ‘Fuori terra’, gruppo scultoreo composto da figure umanoidi di Mattia Pajè. "E’ un’edizione che ricorda molto quella dell’anno passato – dice il direttore – perché segna il ritrovarsi dopo la pandemia". Curiosità: Balbi, in quanto direttore uscente di MAMbo, sta partecipando al bando per il prossimo incarico quadriennale e avrà un colloquio con la commissione giudicate nei primi giorni di aprile.

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