Picchiate e umiliate dai compagni violenti. Due donne salvate

Allontanati da casa un pakistano di 43 anni e un italiano pregiudicato di 56. Le denunce a Marzabotto e Budrio, applicato anche il braccialetto elettronico.

Picchiate e umiliate dai compagni violenti. Due donne salvate

Picchiate e umiliate dai compagni violenti. Due donne salvate

Pedinate a casa e sul luogo di lavoro. Insultate e schernite con offese che giungevano alle minacce. In alcuni casi colpite con schiaffi, pugni e morsi. Ma le due donne, una di Marzabotto e una di Budrio, hanno denunciato gli ex compagni che sono stati sottoposti al divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico.

Il primo episodio si è verificato a Marzabotto, dove i carabinieri della locale stazione hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di un 43enne pakistano, indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali aggravate. Il provvedimento, richiesto dalla Procura ed emesso dal Gip, trae origine dalla denuncia che la moglie dell’indagato, una connazionale sulla trentina, ha presentato ai carabinieri il 30 gennaio scorso, raccontando ai militari una serie di episodi accaduti negli anni, dopo che si erano trasferiti in Italia. La donna ha riferito ai militari che, non avendo un’occupazione lavorativa, era costretta a dipendere economicamente dal marito e quando gli chiedeva dei soldi o gli avanzava altre richieste necessarie al mantenimento della famiglia, lui reagiva mettendo a soqquadro l’appartamento e l’aggrediva verbalmente e con schiaffi, morsi e tirate di capelli, anche di fronte alla figlia minore. La donna ha evitato a lungo, per paura, di andare al pronto soccorso per farsi medicare lividi sul volto, un morso e l’asportazione di una ciocca di capelli. Stanca delle aggressioni subite, la donna si è decisa a chiedere aiuto. Rintracciato dai militari, il 43enne è stato sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alla donna con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nel secondo episodio, sono stati i carabinieri di Budrio a eseguire il provvedimento della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un 56enne italiano, già noto alle forze dell’ordine, accusato del reato di maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna. Il provvedimento, richiesto dalla Procura e firmato dal Gip, fa riferimento alla querela presentata da una donna 39enne italiana, a seguito dell’ennesimo e violento litigio con l’ex compagno. La donna, in sede di querela, ha raccontato ai militari che la relazione era iniziata circa due anni fa. Nel mese di aprile, la 39enne ha ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto. L’uomo, a causa della sua incontrollata gelosia, ha afferrato il telefono della donna e l’ha scaraventato contro il muro per poi spintonare la donna.

In un’altra occasione, il 56enne si è presentato sul luogo di lavoro della 39enne, in evidente stato di agitazione, e ha iniziato ad inveire contro di lei, tanto da farle perdere il posto di lavoro. A gennaio, dopo l’ennesima lite, l’uomo ha iniziato a colpire il muro con dei pugni per poi afferrare la donna al collo causandole delle lesioni, tutto ciò alla presenza del figlio minore del 56enne. Le continue minacce, offese e denigrazioni, da parte dell’ex compagno, hanno causato nella 39enne un evidente stato d’ansia e di paura per la propria persona. Appurati i fatti, dopo aver rintracciato l’uomo, i carabinieri lo hanno sottoposto alla misura cautelare disposta dal Giudice.

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