Ponte sul Lavino chiuso per due giorni

L’interruzione dovuta all’abbattimento di due edifici sulla via Risorgimento. Tutto il traffico verrà deviato sull’asse attrezzato

Ponte sul Lavino chiuso per due giorni

Ponte sul Lavino chiuso per due giorni

Ponte sul Lavino chiuso per due giorni, domani e dopodomani, nel centro del capoluogo di Zola. Ma non è questione di pioggia o di allarme piena, com’era successo lo scorso maggio, perchè il blocco della via Risorgimento, con paese diviso in due all’altezza dello scavalco sul torrente Lavino è reso necessario dai lavori di demolizione di due edifici che fanno parte del borgo antico cresciuto nei secoli da una parte e dall’altra del ponte che collega il principale asse di collegamento del capoluogo. Secondo l’ordinanza del Comune dalle 14 di sabato alla fine dei lavori, e comunque non oltre le 22 di domenica, la via Risorgimento verrà chiusa al transito dei veicoli in corrispondenza delle intersezioni con via Dante da un lato, e via Roma dall’altra sponda. Deviato anche il percorso delle linee di autobus Tper con la soppressione delle fermate di Pilastrino, Lavino di Sopra, Zola Predosa Chiesa e Zola Predosa. I mezzi pubblici, come anche tutto il traffico privato, verrà deviato sull’asse attrezzato secondo un piano del traffico gestito dalla Polizia locale.

L’abbattimento dei due edifici richiede infatti precauzione e spazi operativi che sono incompatibili col traffico veicolare, come si legge nell’ordinanza e si comprende nell’intervento del sindaco Dall’Omo che in uno dei video-spot coi quali sta affrontando il periodo pre elettorale, ha voluto spiegare il senso di un’operazione accolta con consensi ma anche con critiche.

"Si tratta di edifici fatiscenti, ostacolo al passaggio e alla visuale, causa di una strettoia pericolosa che dopo decenni di attesa ora viene risolta con la demolizione di due edifici, non vincolati, che lasceranno strada in tutti i sensi a spazio, vista e una nuova piazzetta che darà accesso al parco pubblico di via Mameli", sostiene Dall’Omo replicando indirettamente alle perplessità suscitate dalla demolizione di una porzione del borgo risalente alla fine del Settecento, danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra, già sede di botteghe, forno del pane e cooperativa di consumo. "Edifici che non sono soggetti a tutela e che si presentano in situazioni precarie. Non è possibile un restauro in sede e così saremo anche in grado di realizzare percorso pedonale sicuro". Da domattina sarà comunque garantito l’accesso pedonale ai negozi che sono sul lato opposto, quello sotto il portico al quale si accede da vicolo Marchi ma anche dal lato, con transito consentito anche sulla parte pedonale del ponte.

Gabriele Mignardi

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