Portici, Lepore va all’incasso: "Bene i fondi dal governo"

Il sindaco: "Nell’intervista al ministro c’è un’apertura, manderemo la cifra"

Una strigliatina a fare meglio o una promessa di finanziamenti freschi dal ministero? Sembrava più la prima, quella del ministro Gennaro Sangiuliano, che ieri sul Carlino aveva invitato Palazzo d’Accursio a "un’attenta cura e a evitare situazione di degrado", sotto le arcate dei portici recentemente nominati Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ma Matteo Lepore l’ha intesa diversamente, e ieri ha dichiarato alla stampa che si aspetta fondi per valorizzare meglio il bene. "Ho letto con grande soddisfazione l’intervista del ministro Sangiuliano – ha dichiarato il sindaco –, perché per la prima volta apre a un impegno finanziario a sostegno dell’amministrazione comunale per la tutela dei

portici, che noi stiamo curando con le risorse dei cittadini bolognesi, di tanti privati, della Regione Emilia-Romagna e della Curia. Mancava solo il supporto del ministero della Cultura, quindi siamo felici che abbia aperto a questa possibilità. Sicuramente gli manderemo una nostra richiesta di contributo". Ironia o no, uno scambio interistituzionale sarebbe atteso a breve.

Per quanto riguarda invece la cura dei portici stessi, Lepore ha rivendicato la scelta di aver voluto rottamare il ‘porta a porta’. "Avere tolto i sacchi della spazzatura da sotto i portici è stato molto apprezzato dai cittadini, stiamo anche pulendo tantissimi muri privati, credo che i risultati si vedano". Il ministro Sangiuliano, nell’intervista, aveva anche ricordato l’impegno del Mic nella tutela di un bene in pericolo, ovvero la Garisenda. Il primo allarme era stato dato dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni (Lega), ieri presente con il ministro alla firma del protocollo per un Museo sulla Cultura Italiana volto da Illumia –, aspetto che è stato ricordato proprio da Sangiuliano. "Sulla Garisenda mi pare che adesso ci siamo incamminati sulla strada giusta – ha detto il ministro della Cultura –. Però ora tocca ai tecnici decidere cosa fare per salvarla, attraverso il progetto da mettere in campo per il restauro". L’attenzione è però anche sul destino della Torre, oggi circondata da enormi container perchè a rischio. "Grazie alla solerzia del sottosegretario Borgonzoni che mi vvenne a sensibilizzare sul tema – ha detto Sangiuliano accanto alla esponente bolognese della Lega – in poco più di una settimana abbiamo stanziato cinque milioni. Adesso devono essere i tecnici a dire cosa dobbiamo fare. La consapevolezza di un buon politico è affidarsi alle persone competenti. Io non sono un ingegnere, ho fatto studi giuridici, quindi devono essere i tecnici a dire cosa occorre fare e come farlo". Il riconoscimento dell’Unesco è arrivato nel luglio del 2021, a soli tre mesi dalle elezioni comunali. Ma, come noto, quei riconoscimenti hanno bisogno di una manutenzione. E anche i portici devono rispettare un capillare piano di gestione, che peraltro il Comune ha già stilato con tutti gli attori che collaborano alla valorizzazione del bene tutelato, dall’Alma Mater fino alle altre istituzioni. La notizia nell’estate di quasi tre anni fa deflagrò in città a sorpresa, perché qualche settimana prima l’Icomos, l’organo consultivo dell’Unesco, aveva sospeso la pratica dei portici Unesco chiedendo delle integrazioni. Poi però tutto rientrò, soprattutto grazie all’intermediazione politica del ministero della Cultura e della sottosegretaria bolognese Lucia Borgonzoni.

pa. ros.

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