Programmare è un rischio indispensabile

La cultura è l'elemento base che guida ogni settore: grazie a essa possiamo apprezzare mostre, conferenze e altre manifestazioni. Dietro c'è sempre un gran lavoro che richiede mesi o anni di preparazione. La gente ha ancora voglia di andare ai musei perché la mente ha bisogno di riposarsi e di distrarsi.

Nicoletta

Barberini Mengoli

Programmare, ideare e realizzare un evento. Queste sono le fasi che richiedono una mostra, una serie di conferenze o qualsiasi altra manifestazione. Sembra tutto facile, perché noi andiamo ad assistere a una cosa già fatta, invece dietro c’è sempre un gran lavoro che richiede mesi, se non anni di preparazione. L’elemento base che guida ogni settore è la cultura: ossia quell’insieme di sapere ed esperienza che trova l’epilogo magico nell’evento. Tutto quello che vediamo oggi nelle mostre è frutto di ricerca, di studio, di ore e ore di preparazione: un quadro appeso cela dietro una fatica culturale incredibile. Plauso a chi riesce a prevedere un progetto futuro di cultura, anche economico, non bisogna dimenticarlo. Solo grazie al coraggio di chi li ha ideati, noi oggi possiamo apprezzare ‘Gli itinerari guerciniani’, tra cui la mostra in Pinacoteca ‘Guercino nello studio’ che, pur in un numero non considerevole di opere, mostra il risultato di un’équipe ben strutturata nell’attività dello studio dell’artista; oppure ammiriamo l’originale esposizione, al Museo Ottocento, della pittrice Carlotta Gargalli. Per avere poi un quadro sintetico della pittura emiliana dal XVI al XVIII secolo, la Galleria Fondantico di Tiziana Sassoli ci offre un’interessante occasione, le stesse occasioni che, sull’arte contemporanea, vengono proposte dalle mostre di Concetto Pozzati a Palazzo Fava e di Ilario Rossi in Santa Maria della Vita. Per fortuna, la nostra città è prodiga di idee culturali molto seguite. Ci si chiede: come mai la gente abbia ancora voglia, in momenti terribili come quelli che viviamo, di andare per Musei? Semplice: la mente ha bisogno di riposarsi, di distrarsi, di vagare in altri contesti che le diano serenità e una parvenza di pace. Grazie quindi alla cultura, che ci dà una mano e ci sollecita a pensare che la vita va avanti.

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