Pronto soccorso, il riordino La Regione allunga i tempi "Ne riparliamo a settembre"

L’assessore alla Salute, Raffaele Donini sui Cau: "Ascolteremo tutti i pareri". I sindacati insistono sul rafforzamento di organici, automediche e 118.

Pronto soccorso, il riordino  La Regione allunga i tempi  "Ne riparliamo a settembre"

Pronto soccorso, il riordino La Regione allunga i tempi "Ne riparliamo a settembre"

di Donatella Barbetta

"Le motivazioni sono quelle comunicate. Nulla cambia rispetto all’impegno e al confronto sia con i sindacati sia con i territori". Erika Ferranti, vicepresidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana getta acqua sul fuoco dopo il rinvio a data da destinarsi della seduta in programma ieri. Il documento dell’Ausl, dedicato al progetto di riordino della rete dell’emergenza urgenza, infatti "è ancora oggetto di ulteriori riflessioni e approfondimenti". Nel testo una sezione per i Cau, i Centri assistenza per l’urgenza che accoglieranno i codici bianchi e verdi per snellire l’attività dei Pronto soccorso.

Tuttavia, Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute, precisa che ogni provincia ha tempo fino al prossimo 15 settembre per presentare la sua proposta, ma "il termine non è perentorio – assicura – alcuni lo hanno già fatto, altri lo stanno facendo. Bologna ha modo di discutere le proposte e le risorse in campo, organizzandole al meglio. Noi, come Regione, saremo al fianco di ogni territorio perché la riforma riesca nel migliore dei modi. Siamo interessati al parere di tutti e siamo interessati a portare avanti questa proposta".

Stefano Franceschelli, segretario generale Cisl Fp dell’area metropolitana, osserva che "se c’è la volontà di ascoltare tutti è positivo e la sede giusta è la Ctss, ma alla luce del rinvio se questa è la volontà non ci sono le condizioni per partire il 15 settembre con il progetto. La prospettiva di riduzione delle automediche annunciata nel progetto, e che agli operatori non è ancora stata illustrata nel dettaglio, preoccupa anche gli infermieri e gli operatori dell’emergenza urgenza coinvolti, come gli autisti di ambulanza, perché c’è un tema di responsabilità professionale nei confronti dei lavoratori e dei cittadini". Franceschelli aggiunge che "dopo l’assemblea svolta all’ospedale di Budrio, il 9 agosto assieme a Fp Cgil e Uil Fpl, saremo all’ospedale di Vergato per una assemblea aperta nella quale ci confronteremo ulteriormente con il personale".

Marco Pasquini, segretario generale Fp Cgil Bologna, torna sul rinvio della Ctss: "Se si decidessero a confezionare una proposta complessiva da sottoporci, evitando di far circolare documenti che anche loro non condividino, sarebbe meglio. È normale che di fronte a questa indeterminatezza si alimentino le preoccupazioni. Un esempio su tutti è la questione del 118. Non si può affermare che si intende potenziarlo e poi fare girare un documento dal quale emerge un depotenziamento".

E di "discussione confusa" parla Roberto Pieralli, presidente regionale Snami: "Non possiamo confondere la questione Cau con la questione 118. Sono due piani e due ’flussi’ diversi. Da un lato le piccole urgenze minori, che non sono materia del 118, dall’altro le emergenze vere, quello che mettono a rischio la vita in pochi minuti, che sono il mandato del 118. Se ridurre le automediche pensando di sostituirle con un medico ’link’ al telefono significa rafforzare il 118, allora parliamo di mondi diversi". Pieralli conclude così: "Noi al 118 siamo operatori sanitari concreti e abituati a risolvere tutti i problemi che possiamo, con gli strumenti che ci vengono dati. Siamo chiamati a fare il meglio possibile, prendendo decisioni pesanti in pochi minuti per rispondere e gestire qualunque emergenza ci si presenti".

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