Garisenda, prosegue l’indagine sulla Torre. Acquisiti atti e documenti in Comune

La Procura ha richiesto tutti i report dal 2019, comprese le relazioni del comitato tecnico-scientifico. Attualmente il fascicolo è soltanto conoscitivo. L’ex sindaco Merola: "Sono tranquillo, piena collaborazione"

Blogna, 10 dicembre 2023 – Prende volume il fascicolo sulla crisi della Garisenda, aperto recentemente dalla Procura di Bologna: gli inquirenti ha acquisito dei documenti da Palazzo d’Accursio. La serie di atti richiesta è quella delle relazioni tecniche, oltre alle note e ai verbali dal 2019 in poi.

Prosegue  l’indagine sulla Torre. Acquisiti atti e documenti in Comune
Prosegue l’indagine sulla Torre. Acquisiti atti e documenti in Comune

Per esempio, fanno parte delle acquisizioni le relazioni del Dicam dell’Alma Mater, le relazioni del comitato tecnico-scientifico, la relazione fornita da Simone Borsari, assessore ai Lavori Pubblici, in uno dei più recenti consigli comunali e una serie di risposte a interrogazioni inoltrate dall’opposizione. Insomma, la Procura guidata da Giuseppe Amato ha chiesto al Comune tutto il materiale prodotto sull’argomento Garisenda negli ultimi quattro anni.

L’indagine su presunte responsabilità specifiche è appena iniziata. Sull’inchiesta della magistratura scaturita da un esposto, presentato da Fratelli d’Italia sui presunti ritardi dell’intervento sulla torre malata, ieri è tornato l’ex sindaco Virginio Merola. "Penso che più si fa luce e meglio sia – ha detto il primo cittadino di Bologna dal 2011 al 2021 –. Sono tranquillo, piena collaborazione come sempre". La stessa serenità riguardo all’indagine era stata palesata dall’attuale sindaco, Matteo Lepore.

L’esposto è stato depositato in Procura a novembre dai consiglieri di Fratelli d’Italia. Il fascicolo al momento resta contro ignoti e senza titoli di reato. Si tratta del resto di un atto dovuto di fronte a una denuncia di questo tipo. A fare luce sulla vicenda, coordinati dal pm incaricato, saranno i carabinieri. Il tema in questione è quello della torre Garisenda, e del suo pericolo di crollo.

Nel mirino dei meloniani, gli amministratori del Comune, presenti e passati, che accusano di avere ignorato ripetute sollecitazioni urgenti sulle precarie condizioni della torre presentate loro dai Comitati tecnici dal 2019 in poi. Per questa ragione nell’esposto – firmato dai consiglieri comunali Stefano Cavedagna, che è il capogruppo, poi Francesco Sassone, Manuela Zuntini, Fabio Brinati e Felice Caracciolo – i reati ipotizzati erano quelli di omissione o rifiuto di atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. Starà all’autorità giudiziaria valutare se reati di questo tipo possano essere imputati a qualcuno.

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