Quegli errori memorabili che cambiano la vita

Il libro del fisico Martin viene presentato oggi alla Coop Ambasciatori "Nel mondo attuale che segue la perfezione serve la libertà di sbagliare".

Quegli errori memorabili che cambiano la vita

Piero Martin, ordinario di Fisica sperimentale all’università di Padova (@Mastronardi Fotografia)

"Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa". Piero Martin è un fisico, ma cita Gianni Rodari ("dovrebbe essere sugli scaffali degli scienziati e di tutti noi"). Spiega cruciali esperimenti scientifici, ma inizia il suo libro dall’imprevisto che portò Sting a registrare Roxanne così come la conosciamo. Il libro è Storie di errori memorabili (Laterza), che non solo svela le vie tortuose che hanno portato a celebri scoperte, ma soprattutto agli incidenti di percorso che hanno aperto la porta al genio. E soprattutto rivendicando la "libertà di sbagliare" perché gli errori fanno parte dell’essere vivi. L’ordinario di fisica sperimentale dell’università di Padova presenterà il volume oggi alle 18.30 alla’Ambasciatori con Alessandro Vanoli.

Professor Martin, perché l’errore va difeso?

"Scherzo sull’aspetto autobiografico, ma scrivedo il libro e avendo avuto l’occasione di studiare, ho preso coscienza di quanti se ne fanno e di quanto c’è da imparare. Racconto partendo dalla scienza: anche se sono scienze esatte, il progresso della fisica e del sapere procede dagli errori. Gli sbagli sono inevitabili e bisogna farci pace: la perfezione non esiste e vivere significa errare, scegliere".

Nel libro c’è anche un po’ di Bologna.

"Giovanni Battista Riccioli, un po’ più giovane di Galileo, era un gesuita, ma non bigotto. Era uno scienziato, il primo a compiere una serie di esperimenti accurati, come far cadere i gravi dalla Torre degli Asinelli. Non aveva cronometri e per misurare il tempo contò quante oscillazioni del pendolo ci sono in un giorno. Insomma, un ottimo scienziato sperimentale e arriva a teorizzare la forza di Coriolis: un effetto sui corpi in movimento dovuto al fatto che la terra ruota: una prova schiacciante della teoria copernicana".

E qual è l’errore?

"Si ferma: visto che le Scritture dicono che la terra è immobile, contraddrice se stesso. La scoperta di Coriolis avverrà un secolo e mezzo dopo: è un errore dunque dovuto ai pregiudizi, come tutti noi ne aveva e non ha osato rischiare".

Un altro esempio?

"Il monaco inglese che si costruì delle ali e si buttò giù da una torre alta 60 metri. Restò vivo e il confratello disse che era successo perché non si era messo le ali sui piedi. Ecco, forse l’errore non è stato solo quello: ma è incredibile l’idea di questo temerario che sfida gli uccelli nell’anno Mille".

Molte scoperte sono nate proprio da uno sbaglio.

"I due fisici Wilson e Penzias nei primi anni ’60 fecero un esperimento di radioastronomia con una grande antenna ricevente vicino a New York per studiare l’emissione radio dalla via lattea. Continuavano però a sentire un fastidioso rumore di fondo: all’inizio cercarono di togliere queste interferenze, poi si resero conto che stavano osservando la fotografia del nostro universo appena nato. Era la radiazione cosmica di fondo: la prima parola dell’universo. L’esperimento era sbagliato, ma hanno ottenuto una cosa più importante. E il Nobel".

Quindi ben vengano gli errori.

"Gli errori non vanno lasciati soli, vanno riconosciuti. Costa fatica, ma ammetterli e lavorarci sopra è un viatico per fare qualcosa di più bello e che ci fa crescere. Dietro il libro c’è la voglia di ribadire che abbiamo il diritto di sbagliare, anche i nostri bambini, ed è una grande libertà nel mondo di oggi in cui si cerca la perfezione a tutti i costi".

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