Renzi in città ai 30 all’ora: "Da ex sindaco sono curioso"

Il leader di Iv: "Misura da valutare tra qualche mese. Le Europee? Superiamo il 4%". Poi apre al terzo mandato per i governatori e accoglie i fuoriusciti di Azione.

Renzi in città ai 30 all’ora: "Da ex sindaco sono curioso"
Renzi in città ai 30 all’ora: "Da ex sindaco sono curioso"

Matteo Renzi parla a raffica, per 45 minuti. In completo scuro, maglione a collo alto e occhiali da vista, non risparmia battute a Giorgia Meloni e al ministro Francesco Lollobrigida. A Giuseppe Conte e a Elly Schlein. Ma quando passa dalla politica alla viabilità, l’andamento è lento: "Sono arrivato qui ai 30 all’ora. Sono curioso da ex sindaco di capire come questo esperimento impatterà sulla vita dei cittadini". L’ex premier, oggi senatore di Italia Viva, è sotto le Due Torri per presentare il suo libro, Palla al centro (Piemme). Non boccia la misura bandiera di Matteo Lepore, sottolineando "l’aspetto educativo e culturale per tentare di rendere più sicure le nostre città", ma ammette anche che questa rivoluzione "dipende molto da come lo fai". L’atteggiamento è attendista: "So che c’è una cittadinanza spaccata in due, come è fisiologico su scelte del genere, penso che tra qualche mese si potrà fare una valutazione, mettendo in fila incidenti, multe, scorrevolezza del traffico". Insomma "non rispondo sull’onda dell’emozione come tanti, ma dico che questa è una scelta che il sindaco ha fatto: andiamo a vedere se funziona. Fra tre-sei mesi sarà tutto più chiaro". L’accoglienza all’hotel Savoia Regency è calorosa. Sono più di 300 le persone in sala. In platea, oltre alla deputata bolognese Naike Gruppioni, ci sono il senatore Francesco Bonifazi, il gruppo di Italia Viva in Regione (l’assessore Mauro Felicori, Giulia Pigoni e Pasquale Gerace), i leader locali renziani, ma anche l’ex ministro Gianluca Galletti, la consigliera regionale Pd Manuela Rontini, qualche ex forzista e l’ex segretario locale di Azione appena silurato Andrea Forlani.

"Distruggere il Terzo Polo – dice accogliendo simbolicamente i transfughi di Azione – ha scientificamente eliminato la possibilità di una alternativa sia alla destra che alla sinistra. È un errore di Carlo Calenda – punge Renzi – ciascuno raccoglie i frutti di quello che fa". Prima di "definire Giorgia Meloni un’influencer più brava di Chiara Ferragni", non chiude all’ipotesi del terzo mandato per i governatori: "Il nostro ’no’ era per i sindaci". Ma poi dribbla le domande su Stefano Bonaccini e le Regionali: "Ora pensiamo a vincere le Europee". Infine, una previsione. Renzi – che correrà in tutte le circoscrizioni – non teme il 4%: "Lo supereremo. La destra ha fallito. Temevamo la marcia su Roma, hanno fatto retromarcia su tutto. La sinistra con Schlein e Conte è inconcludente. L’unica speranza è che il centro vinca in Italia e in Europa".

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