Riecco l’asse giallo-rosso. L’ex deputata M5s Sarti ’assessora’ in Comune e Città metropolitana

Avrà la delega alla Legalità. E a Palazzo Malvezzi anche gli Affari Istituzionali. Lepore guarda alle Comunali: "Qui il laboratorio del campo giusto". .

Riecco l’asse giallo-rosso. L’ex deputata M5s Sarti  ’assessora’ in Comune e Città metropolitana

Riecco l’asse giallo-rosso. L’ex deputata M5s Sarti ’assessora’ in Comune e Città metropolitana

Bologna torna laboratorio del "campo largo", o meglio del "campo giusto", come l’ha definito il sindaco Matteo Lepore citando il leader M5s Giuseppe Conte. Nello staff del sindaco, infatti, entra una vecchia conoscenza dei grillini della prima ora: Giulia Sarti, già protagonista del famoso Vaffa-Day che si tenne in piazza Maggiore nel 2007. Per lei Pd e M5s tornano uniti al governo di Bologna e della Città metropolitana, dopo che Massimo Bugani e Marco Piazza hanno lasciato il M5s per passare al Pd.

Il sindaco, infatti, nel rimpasto di giunta in Città metropolitana ‘recupera’ nella squadra l’ex parlamentare 5 Stelle. La pentastellata sarà inquadrata nel gabinetto del sindaco "ma con deleghe politiche che gestirà come un vero e proprio assessore", spiega il primo cittadino. L’ex deputata si occuperà di legalità democratica e lotta alle mafie in ambito metropolitano (monitorando anche gli appalti Pnrr) e prende la delega agli Affari Istituzionali prima in mano al dem Franco Cima (che si occuperà di Agricoltura urbana e metropolitana). Stessa delega per Sarti sulla legalità democratica anche nella giunta di Bologna città (al posto dell’assessora Luisa Guidone alla quale rimane il Commercio), dove incrocerà anche l’ex compagno di partito, Bugani, oggi assessore ai cantieri. Sarti, riminese ma bolognese di adozione ("qui mi sono laureata e ho costruito la mia storia politica"), per due legislature ha fatto parte del gruppo alla Camera e per una parte della seconda è stata presidente della Commissione giustizia. Un incarico dal quale nel 2019 si dimise a seguito della ’rimborsopoli’ grillina, autosospendendosi anche dal M5s nel quale, oggi, è coordinatrice del comitato giustizia. Non solo. Sarti divenne anche il simbolo della legge sul Revenge porn del governo giallo-verde (Conte I), dopo essere finita in un caso di foto intime, hackerate dalla sua mail nel 2013, anno dello sbarco in Parlamento della pattuglia grillina.

Lepore, dalla sua, non nasconde l’intento politico della scelta di Sarti. E cioè rimettere in moto l’alleanza tra Pd e M5s nata nel 2021, interrotta a seguito del passaggio degli ex grillini Bugani e Piazza tra le fila di Articolo Uno e poi dei dem. Un laboratorio che guarda alle prossime Comunali dove si "punta – dice – a rafforzare il centrosinistra". Intento su cui "la segretaria provinciale del Pd, Federica Mazzoni, sta lavorando per creare la coalizione più larga possibile". Un asse, quello tra Pd e M5s, che da Bologna potrebbe riannodare i fili del patto giallo-rosso che stanno cucendo – seppur faticosamente – anche la segretaria dem Elly Schlein e il leader pentastellato Conte.

Sarti commenta soddisfatta il nuovo incarico: "Nel 2021 abbiamo costruito un percorso politico che si era interrotto. Sono contenta che riprenda continuità grazie alle deleghe che mi sono state assegnate". Le fa eco il senatore Marco Croatti, coordinatore regionale del M5s con Gabriele Lanzi: "Così saniamo la ferita di oltre 5mila votanti che avevano confermato alle urne questo progetto politico...".

Il passo successivo? Le amministrative. Se, dice Croatti, Bologna è un "laboratorio politico, uno dei primi in Italia, di spessore", per il M5s in ogni provincia "c’è già una figura che sta cercando i ‘campi giusti’ su cui confrontarci". Resta, comunque, il fatto – scrivono Croatti, Lanzi e la coordinatrice provinciale Michela Montevecchi – "che il M5s è impegnato a mantenere una linea politica chiara e autonoma".

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