San Vitale, attività al buio. La proposta del comitato: "Feste di strada per vivere"

Lettera al sindaco del titolare di un locale di street food sotto la Garisenda "Si pedonalizzi tutta l’area riempiendola di attività, rischiamo il deserto".

San Vitale, attività al buio. La proposta del comitato: "Feste di strada per vivere"

San Vitale, attività al buio. La proposta del comitato: "Feste di strada per vivere"

"Il nostro sogno è che Via San Vitale ritorni allo splendore dell’epoca in cui Garisenda era invocata da Dante e gli errori del passato non si ripetano in divenire. Mi faccio promotore di un comitato di esercenti che condividono la stessa preoccupazione e le medesime esigenze, e intendono proporre le loro piccole attività come avamposto per contrastare il degrado". E’ accorata la lettera che Gabriele Magno, avvocato, ha spedito al sindaco Matteo Lepore. Magno è uno dei titolari dell’attività di street food ‘L’arrosticino nel cuore’, "la più geograficamente vicina" alla Garisenda a rischio crollo che ha bisogno di un robusto restauro. Ecco perché ha scritto al sindaco e ha già incontrato l’amministrazione, puntando su un tema che fa il paio con gli intenti del Comune: quello che sta succedendo diventi un’opportunità. Pur ovviamente tenendo ferma l’esigenza di aiuti immediati, come i ristori, alle attività ‘transennate’ sotto le Torri che non hanno più il passaggio dei bus a favore.

"E’ mia intenzione promuovere la valorizzazione del primo tratto di via San Vitale e Strada Maggiore come isole pedonali – si legge nella lettera che Magno ha spedito a Lepore –. L’amministrazione comunale avrà l’arduo compito di ridisegnare completamente il modo di vivere il centro di Bologna intorno alle Due Torri. Mentre le doverose cure a uno dei nostri simboli storici e paesaggistici andranno avanti prendendosi il tempo necessario, è altrettanto doveroso evitare che tutta l’area circostante si ammali. I tempi del degrado e dell’incuria sono molto rapidi ed è responsabilità dell’amministrazione, nei confronti dei cittadini e di chiunque si trovi a transitare dal centro città, impedire che una via San Vitale privata dei mezzi pubblici si trasformi in un deserto, che nessuno vorrà più attraversare". Insomma, le luci della cultura per combattere anni di buio. "Sarebbe bellissimo pianificare tante attività, culturali e musiciali, sia in strada sia sotto i portici – aggiunge Magno –. La vera scommessa del Comune, che non bisogna perdere, è quella di ridisegnare il centro storico con un’area pedonale che aiuti lo sviluppo delle aziende e che migliori la qualità della vita di tutti. Mi viene in mente un nome: Lele Roveri. Abbiamo già lavorato con lui, anche con uno stand in piazza Lucio Dalla sotto la sua gestione. Bisogna mettere a terra una piattaforma di iniziative che facciano del nostro quadrante un nuovo focus attrattivo, per bolognesi e turisti". In via San Vitale è stato creato anche un altro comitato, "ma sarebbe inutile dividersi, dobbiamo stare insieme – chiosa Magno –. Ho già registrato un calo del fatturato di circa il 50%, il Comune deve sostenerci e questa zona deve diventare attrattiva come il Quadrilatero".

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