Scontro sul 25 aprile Anpi: "I negozi chiudano"

Cocchi: "Festa antifascista, non per il profitto". Lega-Fd’I: "Rispetto per chi lavora". L’Ascom: "Partì tutto da Bersani". Confesercenti: "Messaggio al governo".

Scontro sul 25 aprile  Anpi: "I negozi chiudano"

Scontro sul 25 aprile Anpi: "I negozi chiudano"

di Rosalba Carbutti

"La festa del 25 aprile sia dedicata all’antifascismo, non al profitto". L’appello di Anna Cocchi, presidente dell’Anpi di Bologna, è di tenere chiusi i negozi nel giorno della Liberazione perché

"il 25 aprile è una di quelle date che nei calendari sono segnate in rosso. Non si va a scuola, non si va a lavoro e gli uffici sono chiusi. Troppi esercizi commerciali resteranno aperti, non si tratta di servizi essenziali che devono essere garantiti, ma solo di favorire lo shopping".

E mentre a Roma non si placa la polemica sulle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa ("l’antifascismo non è in Costituzione"), la Lega respinge al mittente l’appello dell’Anpi: "I negozi chiusi per il 25 aprile sarebbero una vessazione per chi lavora. I commercianti abbiano la libertà di tenere aperto anche nel giorno della Liberazione. Ci vuole rispetto per chi lavora", dice il capogruppo del Carroccio, Matteo Di Benedetto. D’accordo Stefano Cavedagna (Fd’I): "La richiesta di chiudere i negozi è ingiusta e arrogante".

Dal fronte dei commercianti i toni sono meno accesi. Enrico Postacchini, presidente di Ascom Bologna, si limita a far notare a Cocchi che tutto è iniziato con le "lenzuolate dell’allora ministro Pier Luigi Bersani", come a dire che il tema di tenere aperto o chiuso durante le feste non è certamente "un problema nuovo". Per il resto, comunque, "la maggior parte dei negozi fuori dal centro resterà chiusa e se altri rimarranno aperti il 25 aprile garantiranno un servizio in più". In generale, Postacchini ricorda i tentativi di ripristinare le chiusure nelle feste comandate (religiose e non, 25 aprile compreso) per salvaguardare "i lavoratori, ma in questo caso credo che il ragionamento sia più politico". Per questo, "noi commercianti non ce ne occupiamo". E il timore va più verso la festa al Pratello e a quello che potrebbe succedere....

Loreno Rossi, direttore di Confesercenti, manda un messaggio alla numero uno dell’Anpi: "L’appello andrebbe rivolto al governo che può regolamentare gli orari ed eventuali chiusure nelle feste religiose e civili, non ai negozianti...". Aggiunge, però, che in caso di ripristino da Roma delle chiusure ’comandate’, "Confesercenti sarebbe d’accordo, pur ricordando che la maggior parte dei negozi martedì resterà chiusa". Infine, una postilla sulla festa di Pratello R’Esiste il 25 aprile: "Gli esercizi commerciali sono l’unico argine reale contro il degrado, contro l’abusivismo e un efficace sostegno della sicurezza dei partecipanti alla festa".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro