Sfratti, l’asse si rinnova. Rifinanziato il fondo per i morosi incolpevoli: "Ma lo Stato è assente"

Da Palazzo d’Accursio in arrivo 240mila euro per l’anno appena iniziato. Il sindacato inquilini: "Nel 2023 oltre 870 udienze tra città e provincia. E il 95% riguarda persone che non ce la fanno. Il governo batta un colpo".

Sfratti, l’asse si rinnova. Rifinanziato il fondo per i morosi incolpevoli: "Ma lo Stato è assente"

Sfratti, l’asse si rinnova. Rifinanziato il fondo per i morosi incolpevoli: "Ma lo Stato è assente"

Anche per il 2024 i bolognesi in difficoltà potranno contare sul sostegno del ‘Protocollo sfratti’. L’accordo siglato a inizio 2023 è valido anche per tutto l’anno appena iniziato e da Palazzo d’Accursio commentano come, "in assenza di un rifinanziamento del governo", sono stati messi a disposizione "ulteriori 240 mila euro per alimentare il fondo morosi incolpevoli". Quel tesoretto, cioè, per l’erogazione di contributi economici a beneficio di chi è più in difficoltà, a fronte di un Isee del locatario – anche di case Acer – inferiore ai 26mila euro e di una morosità massima di 10mila o 7 mila euro, a seconda di casi diversi. E mentre a Bologna non si placa l’emergenza abitativa, tra affitti brevi sempre più diffusi e alloggi per studenti e lavoratori sempre più complicati da trovare, secondo i dati del ministero dell’Interno in tutto il 2022 (l’ultimo anno calcolato interamente) ci sono state 124 convalide di sfratto per morosità e 56 per finita locazione.

Un quadro grave e complesso, su cui interviene Francesco Rienzi, segretario provinciale di Sunia Cgil (il Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari): "Anche quest’anno abbiamo assistito al mancato rifinanziamento del fondo per morosità incolpevole nella Finanziaria – puntualizza il sindacalista –. Era successo anche dodici mesi fa, con il Comune che ha messo autonomamente 200mila euro nel fondo. Il governo non ha versato un centesimo sulle politiche abitative". Un attacco diretto che, secondo Rienzi, trae la propria forza dai numeri: "I dati sugli accordi che facciamo parlano da soli – prosegue –: nel 2022 erano stati spesi 383mila euro, mentre nel 2021, quindi ancora sotto pandemia, 279. Poi ci sono le udienze: 877 in tutta l’Area metropolitana lo scorso anno, 626 per morosità e 251 per fine locazione. Di queste richieste è chiaro che il 95% riguarda persone che non hanno pagato perché incolpevoli".

La convenzione è promossa dalla prefettura e sottoscritta dal Comune: prevede aiuti economici in favore dei cittadini che non avendo potuto pagare l’affitto ai legittimi proprietari sono stati colpiti da una procedura di sfratto per morosità. A fare domanda possono essere tutti i cittadini residenti a Bologna con un contratto di affitto di almeno un anno già destinatari dell’intimazione di sfratto per morosità. E con il continuo lievitare dei costi della vita, gli stipendi erosi dall’inflazione e le difficoltà per i lavoratori indipendenti, il timore è quello che la situazione sotto le Torri possa aggravarsi ulteriormente.

"Dal governo si parla di 50 milioni per il 2027-2028 sulle politiche abitative – conclude Rienzi –, ma, come dico io, la gente ha bisogno di politiche immediate. Non solo: politiche che diano una prospettiva vera. Non abbiamo avuto un’esplosione di sfratti perché Comune e Regione hanno investito. Ma il grande assente è lo Stato".

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