Sgombero con tafferugli. Ferito il capo della Digos

Bologna, la situazione è degenerata quando ai collettivi si sono uniti gli studenti. Sassi, uova e bottiglie contro la polizia. Il funzionario aggredito alle spalle. .

Sgombero con tafferugli. Ferito il capo della Digos

Sgombero con tafferugli. Ferito il capo della Digos

Erano pochi gli attivisti di Plat, una quarantina. Ma quando a loro si sono aggiunti, con il solo scopo di creare disordini, un nutrito gruppo di studenti delle Aldini Valeriani appena usciti da scuola, la situazione è degenerata in scontri e violenze. Dieci i poliziotti feriti, con il dirigente della Digos, Antonio Marotta, trasportato in condizioni serie al Maggiore.

La giornata di tensione bolognese era iniziata intorno alle 9 in via di Corticella, dove la polizia era arrivata per eseguire il provvedimento di sequestro di uno stabile dell’Ausl, occupato a settembre scorso da quattro famiglie con bambini, vicine al collettivo Plat. Nella strada si erano riversati presto diversi attivisti, per contrastare le operazioni e dare sostegno agli occupanti. Presto però sono iniziate le tensioni. Perché quello di via di Corticella non era l’unico sgombero in programma ieri: intorno alle 11, infatti, la polizia era intervenuta anche in viale Filopanti, per liberare l’ex Istituto Zoni, occupato a ottobre dal Cua, costola studentesca dello stesso collettivo. Quando in Corticella è arrivata la notizia, gli attivisti si sono infuriati e hanno lanciato addosso ai poliziotti due cassonetti. Sono seguite due cariche di alleggerimento. E sembrava finita lì. Invece, all’uscita da scuola, alcuni studenti del vicino istituto Aldini Valeriani si sono uniti alle proteste. E in un attimo è stato il caos: sono iniziati a volare sassi, uova, bottiglie, barattoli di vetro e persino biciclette. In questa confusione generale, il dirigente della Digos, che aveva cercato di mediare con gli attivisti invitandoli pure a far uscire i minorenni dalle loro fila, è stato aggredito alle spalle. Colpito con un calcio, che lo ha fatto cadere all’indietro, battendo la testa con violenza sull’asfalto.

I colleghi hanno fatto subito quadrato attorno a lui, perché non venisse colpito ancora. Gli studenti facinorosi sono scappati via, gli attivisti allontanati e respinti con più cariche. In via di Corticella sono arrivate più ambulanze e Marotta è stato caricato in barella e trasportato all’ospedale Maggiore per valutare l’entità del trauma cranico subito. I colleghi della Digos, intanto, non hanno perso un attimo: hanno visionato le immagini riprese durante gli scontri e hanno individuato il presunto autore dell’aggressione al dirigente. Si tratta di un minorenne, vicino al Cua e anche ‘ospite’ di alcune occupazioni del collettivo, la cui posizione è al vaglio della Procura dei minori. Potrebbe rispondere di lesioni finalizzate alla resistenza a pubblico ufficiale. Con lui si cercano gli altri autori delle violenze. Dopo lo scontro, la situazione si è come cristallizzata. Fino alla sera quando le famiglie hanno lasciato l’immobile e i manifestanti se ne sono andati in corteo, continuando, fino a notte, gli scontri con la polizia.

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