Sgombero in via di Corticella. Sassi e botte contro i poliziotti. In ospedale il capo della Digos

Il caos si è scatenato quando ai manifestanti si sono aggiunti gli studenti delle Aldini Valeriani. Identificato l’aggressore del dirigente Marotta: è un minorenne vicino al collettivo Cua.

Sgombero in via di Corticella. Sassi e botte contro i poliziotti. In ospedale il capo della Digos
Sgombero in via di Corticella. Sassi e botte contro i poliziotti. In ospedale il capo della Digos

Il capo della Digos, Antonio Marotta, steso a terra su una barella. È l’immagine che più rappresenta la giornata di ieri. Una giornata di sgomberi e tensioni, che in via di Corticella si sono trasformate in scontri violenti con le forze dell’ordine, arrivate intorno alle 9 per eseguire il provvedimento di sequestro, disposto dalla Procura, del palazzo di proprietà dell’Ausl, al civico 115. Dieci i poliziotti feriti, otto del Reparto mobile e due della Digos; identificato l’aggressore del dirigente Marotta, un minorenne straniero che adesso risponde di lesioni finalizzate alla resistenza.

L’immobile era stato occupato lo scorso 8 settembre da alcune famiglie vicine al collettivo Plat: ieri, all’interno dello stabile, c’erano ancora quattro nuclei, con una decina di minori (che all’arrivo della polizia erano però quasi tutti a scuola). Subito in via di Corticella si sono radunati una quarantina di attivisti, per impedire lo sgombero e dare sostegno, dalla strada, agli occupanti. E la situazione è rimasta stabile finché ai collettivi in presidio non è arrivata voce che la polizia stava eseguendo il sequestro anche dell’ex Istituto Zoni di viale Filopanti, occupato dal Cua ad ottobre.

La rabbia degli antagonisti in presidio è subito montata e i manifestanti hanno scagliato contro i poliziotti due cassonetti dell’immondizia. All’attacco sono seguite due cariche, di alleggerimento, per respingere gli attivisti. Erano circa le 11 e la situazione è rimasta tranquilla finché, dalle vicine scuole Aldini Valeriani, non sono iniziati a uscire gli studenti. Un nutrito gruppo di ragazzini si è unito al presidio, benché non avesse neppure idea del perché della protesta. Alcuni sono stati praticamente spinti nella manifestazione proprio dal giovanissimo che, pochi minuti dopo, avrebbe sferrato il calcio al dirigente della Digos, facendolo cadere all’indietro e battere la testa. Con l’arrivo degli studenti, la situazione è diventata presto ingestibile anche da parte degli stessi attivisti ‘anziani’ di Plat e Cua. Nella confusione generale, sono iniziate a volare uova, bottiglie, rifiuti di ogni genere tirati fuori dai cassonetti. E poi pietre e barattoli di vetro. Uno ha colpito, alla testa, un agente della Digos, che è stato portato via in ambulanza.

In questo caos, visto l’aumentare della tensione, i poliziotti avevano chiesto ai ‘capi’ dei collettivi di far uscire dalle loro fila gli studenti minorenni, affinché non finissero in mezzo agli scontri. La situazione è però velocemente degenerata: poliziotti e manifestanti sono arrivati a contatto. Marotta, che stava cercando di mediare, è stato aggredito alle spalle dal giovanissimo ed è finito a terra, battendo il collo e la testa. Intorno, volava di tutto: persino una bicicletta è stata lanciata contro i poliziotti.

Quando il dirigente è finito a terra, in un attimo si è fatto il vuoto intorno a lui: gli studenti sono scappati via, gli attivisti si sono ritirati. Sono arrivate due ambulanze che hanno trasportato i feriti al Maggiore; in via di Corticella altre squadre dei reparti hanno reggiunto quelle che già erano in servizio d’ordine. E la Digos si è subito attivata, guardando i video per individuare gli autori delle violenze. Così è emersa la posizione del minorenne, da qualche tempo vicino al Cua e anche ospite delle ultime occupazioni del collettivo. La sua posizione è al vaglio della Procura dei Minori.

I manifestanti, ridotti notevolmente di numero dopo gli scontri, sono rimasti in via di Corticella fino a tarda sera, in attesa che gli occupanti lasciassero lo stabile. Una lunga trattativa con gli assistenti sociali del Pris, per trovare una soluzione abitativa per le famiglie, che si è conclusa solo intorno alle 21 quando un bus messo a disposizione da Tper ha accompagnato genitori e bambini nei nuovi alloggi, mentre anche gli ultimi resistenti di via di Corticella raggiungevano gli altri in corteo in zona universitaria.

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