Slow Wine Fair, la transizione biologica parte dal calice

La terza edizione di Slow Wine Fair a Bologna ha radunato migliaia di appassionati e 200 buyer da 27 Paesi per assaggiare oltre 5000 etichette. L'evento ha premiato vini della Regione e ha posto l'accento sulla transizione biologica, con masterclass e focus su rifermentati, amari e osterie.

La terza edizione di Slow Wine Fair, nella fiera di Bologna, è stata un ‘giro del mondo in 80 sorsi’, che domenica ha radunato migliaia di appassionati; ieri e oggi, a fare visita ai circa mille espositori provenienti da tutte le regioni italiane e da 27 Paesi sono i 200 buyer selezionati, pronti ad assaggiare le oltre 5000 etichette in degustazione. Tra gli espositori ci sono 71 cantine della Regione, presenti nonostante il momento reso difficile dall’alluvione. "Ristoratrici e ristoratori sono l’anello di congiunzione per eccellenza quando si parla di trasmettere i valori portati avanti in vigna dai produttori tramite le carte dei vini che vengono proposte", afferma Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition, in occasione della cerimonia del premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, che ieri mattina ha aperto la seconda giornata. Per quanto riguarda la Regione sono stati premiati vini di Imola, Forlì, Savignano sul Rubicone e Cesena. L’accento della rassegna è posto sulla transizione biologica. In questa direzione vanno le sedici masterclass rivolte ai professionisti. Tra queste, oggi alle 11, l’appuntamento dedicato ad alcuni dei rifermentati più celebri della Regione. Non solo vini, ma anche il mondo degli amari e delle osterie della guida di Slow Food.

Giovanni Di Caprio

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