Smog a Bologna, gli effetti sulla salute: i dati su morti e malattie

Paolo Pandolfi (Ausl) anticipa i dati sulle conseguenze dell’esposizione agli agenti inquinanti atmosferici sul benessere e l’aspettativa di vita delle persone

Bologna, 20 febbraio 2024 – A causa dello smog a Bologna nel 2022 sono aumentate le morti per malattie cardiovascolari, polmonari e i tumori dell’apparato respiratorio e dell’apparato urinario.

A segnalarlo è stato Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di salute pubblica dell'azienda Ausl di Bologna, anticipando le conclusioni del rapporto sulla ‘Valutazione sanitaria della qualità dell’aria a Bologna nel 2022’, che verrà presentato nel dettaglio a marzo.

Paolo  Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Bologna
Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Bologna

Lo studio, effettuato per la prima volta nel 2003, da un decennio rileva gli effetti degli agenti inquinanti atmosferici, come il Pm10, il Pm2,5, il biossido d’azoto (NO2) e l’ozono (O3), che contribuiscono a far peggiorare in maniera sensibile la salute dei bolognesi.

E questo si traduce in un aumento dei ricoveri e dei decessi.

"Se nei primi anni duemila si era osservato un calo di questi effetti, negli ultimi anni - al netto della 'bolla' Covid - si assiste a una ripresa", spiega Pandolfi.

Di certo “viviamo in un'area particolarmente inquinata", aggiunge il direttore del dipartimento di salute pubblica dell'azienda Ausl, che segnala tuttavia come nel 2022 diversi inquinanti siano rimasti sotto la soglia dei valori limite indicati dalla legge, pur essendo ben più alti delle soglie di sicurezza indicate dall'Oms. Ma questo non basta a mitigare gli effetti sulla salute dei cittadini.

Tra le osservazioni, si stima che "ad ogni 10 microgrammi in più di concentrazione di Pm10 a Bologna corrisponde un incremento di infarti dell'1%", dice Pandolfi.

I decessi per malattie cardio vascolari causati dal Pm10 in cittadini di età superiori ai 30 anni, secondo lo studio, sono stati 81 i decessi, 20 quelli per malattie respiratorie e 13 quelle legati a tumori a trachea, bronchi e polmoni.

Nella città metropolitana, inoltre, la percentuale di mortalità registrata nel 2022 per cause naturali attribuibile all'esposizione a breve termine al il biossido di azoto è dello 0,65% (considerando una soglia di 10 microgrammi per metro cubo), dello 0,63% (soglia di 10 μg/m3) per il Pm10 e dello 0,89% per l'ozono (soglia 70 μg/m3).

Anche l'esposizione al Pm2.5 produce effetti molto significativi: proprio a questo tipo di agenti inquinanti "è attribuibile una riduzione della speranza di vita alla nascita di quasi 5 mesi".

"Vuol dire che chi è nato a Bologna nel 2022, se esposti a quella concentrazione per tutta la vita, ha circa cinque mesi in meno di aspettativa di vita media attesa rispetto alla media nazionale" e “una speranza di vita di poco più di 84 anni”.

A pagare le conseguenze più gravi in termini di anni di vita persi, però, “sono soprattutto le fasce di popolazione anziana”, perché “l’inquinamento ha un impatto via via crescente sulla speranza di vita all’aumentare dell’età: a 50 anni l’1,06% della speranza di vita viene perduta a causa dell’inquinamento e raggiunge il 2,35% a 80 anni”.

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