FRANCESCO ZUPPIROLI
Cronaca

Spaccio droga a Bologna: altre 17 misure cautelari

Si tratta di 11 arresti e 6 obblighi di dimora. Operazione nata da uno stralcio dell'inchiesta che ha portato, una settimana fa, a 22 provvedimenti

Operazione antidroga a Bologna

Operazione antidroga a Bologna

Bologna, 19 gennaio 2021 - Le indagini per contrastare lo spaccio di droga, per la precisione cocaina, in città si allargano. E proprio da un’intercettazione tra i due principali indagati di origine campana coinvolti nell’operazione Bomboniera, che ha portato una settimana fa a 22 misure cautelari, nasce un secondo stralcio d’inchiesta, che ha portato all’esecuzione da parte della sezione antidroga della Squadra Mobile di ulteriori 17 misure cautelari, di cui 8 in carcere, tre agli arresti domiciliari e sei obblighi di dimora, per le accuse di spaccio di stupefacenti.

Un’indagine condotta dalla Procura, nella persona del pm Roberto Ceroni, con la firma in calce dell’ordinanza di misure cautelari - eseguite questa mattina - emessa dal gip Claudio Paris. Un’indagine che complessivamente ha portato a nuovi sequestri, in tutto di altri 5,2 chili di cocaina, 570 grammi di marijuana e alcuni grammi di hashish e sostanze sintetiche. 

Questo l’esito di un’operazione che ha interessato figure apicali del traffico di droga in città e in provincia, laddove l’indagine ha ottenuto il supporto della polizia municipale Reno-Galliera. Tutto è partito appunto da un’intercettazione in cui i soggetti campani già finiti nel mirino dell’operazione Bomboniera parlavano con un acquirente che si riforniva da un’altra persona, un uomo soprannominato “Swiccio”, il quale in zona Bolognina sarebbe stato molto in vista perché possessore di una Lamborghini. Da questo spunto, le indagini della antidroga si sono focalizzate su due bolognesi di 35 e 55 anni, i quali da quanto appurato dagli inquirenti, sarebbero stati soliti gestire grosse quantità di droga, nascosta in un garage in zona Stazione, come emerso durante l’arresto in flagranza avvenuto nel luglio del 2019, anno in cui si sono svolte le indagini, quando la polizia ha potuto anche sequestrare circa tre chili di stupefacente nel garage.

Da qui l’osservazione della polizia ha potuto accertare una rete di scambi e transazioni che ha allargato il campo sempre di più, arrivando a individuare altri soggetti connessi agli spacciatori bolognesi. In particolare, un calabrese, residente nella provincia di Bologna, che invece era solito intrattenere scambi e rifornimenti con un altro spacciatore, albanese, residente in provincia di Pistoia, e due cosentini, residenti nella provincia di Cosenza, con cui il calabrese manteneva costanti rapporti di rifornimento sull’asse Bologna-Cosenza, intrattenendo così un presunto traffico di cocaina su scala nazionale. 

Le indagini della Mobile hanno poi interessato, sempre con misura cautelare in carcere, anche due volti già noti alle forze dell’ordine, che nel giro di scambi di stupefacenti ricostruito a partire dai due bolognesi, di cui uno già in carcere al momento dell’esecuzione dell’ulteriore pena. Si tratta del tunisino di 28 anni finito in manette con l’accusa di tentato omicidio a seguito della sparatoria che si verificò al Pilastro l’11 maggio del 2021. Lui che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato acquirente di un ingente quantitativo di hashish, circa cinque chili, acquistati da un rifornitore campano connesso alla rete di spaccio del calabrese prima citato e dei due bolognesi.

Ancora, la coppia bolognese è risultata essere anche rifornitrice di uno studente universitario di 28 anni, fuorisede, ma residente in zona U, dalle parti della stessa Piazza Verdi, il quale aveva in uso un altro garage adiacente a quello in cui la coppia teneva nascosta la cocaina e nel quale, con analoghe modalità, lo stesso studente 28enne teneva nascosta la droga, per poi rivenderla a clienti che sono risultati essere per lo più anch’essi studenti universitari.

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