ANDREA MAIOLI
Cronaca

"Storie di giovani e di ’revenge porn’"

La regista Laura Luchetti racconta la serie ’Nudes’ interamente girata tra Casalecchio, San Giovanni in Persiceto e Bologna

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di Andrea Maioli

Scene dall’universo del ’revenge porn’. Tre ragazzi, tre storie diverse ma accomunate da uno degli aspetti più dark connessi alla difficilissima vita da adolescenti social oggi. È la serie Nudes che debutta oggi su RaiPlay con il box set intero che racchiude i tre segmenti. Un adattamento estremamente libero e radicalmente calato nella realtà italiana, dall’omonimo teen drama norvegese. Una produzione che unisce la Rai (Fiction e Play) con la BIM e che è stata interamente girata tra Casalecchio, San Giovanni in Persiceto e Bologna. In regia Laura Luchetti.

Signora Luchetti, avete scelto questo territorio perché ha risposto per primo rispetto ad altre regioni o volevate proprio ambientare ’Nudes’ qui?

"Intanto volevamo un luogo che non fosse la solita grande metropoli. E devo ringraziare il mio produttore Riccardo Russo: qui voleva venire e qui siamo venuti. Un altro grazie va alla Film Commission regionale che ci aiutati e agevolati in tutti i modi".

E allora, perché proprio qui e non a Varese o San Gimignano?

"Per l’aria, per l’atmosfera, perché tutte le location che abbiamo trovato sono così particolari e al tempo stesso universali. Potrebbe essere ovunque, ma si capisce che è l’Emilia e non può che essere qui. Caratteristiche geografiche specifiche, architetture particolari".

Conosceva già Bologna?

"I miei genitori erano cantanti d’opera, con mio fratello già da bambini eravamo abituati a girare l’Italia e Bologna era una tappa lavorativa imprescindibile. Grazie al set mi sono totalmente e definitivamente innamorata di questa città e dei suoi dintorni, tanto che volevo trovare una scusa per tornare e l’ho trovata...".

Quale?

"Verrò a insegnare in un’accademia di cinema, si chiama Policinema. Comunque me lo lasci dire ancora una volta: Bologna è una grande città a dimensione d’uomo; anche in piena pandemia, mentre giravamo, si percepiva una vitalità e una voglia di rinascita incredibili".

A parte i pochi attori professionisti, avrete quindi fatto un gran lavoro di casting sul territorio.

"Guardi, il responsabile dello street casting Federico Mutti (l’altra responsabile casting era Flavia Toti Lombardozzi) mi ha fatto vedere 400 ragazze e ragazzi, alcuni arrivavano da fuori ma ovviamente la maggior parte era di Bologna e provincia. Addirittura qualcuno lo abbiamo trovato direttamente per strada...".

In che senso?

"Una sera con Federico stavamo camminando in piazza Santo Stefano e abbiamo visto un gruppetto di ragazzi seduti. Mi sono fermata immediatamente e ho chiesto se volevano fare il provino, se potevo fotografarli...".

E loro si sono insospettiti subito...

"Eh certo: ’perché ci vuoi fare le foto? sì vabbè i provini...’. Alla fine sono entrati tutti nella serie e si sono rivelati anche molto bravi".

Più di 30 giovani attori molti alla prima esperienza, 24 locations, 8 settimane di lavorazione: una campagna di guerra.

"Io non ho studiato cinema, non uso tecniche, ho un modo tutto mio anarchico e intuitivo: per ogni ragazzo l’approccio è diverso, parliamo e devo cercare di entrare nel loro mondo. Con rispetto. Io sono una madre, ho una figlia di 16 anni, più o meno l’età che hanno i personaggi di Nudes, quindi non posso abusare della loro fiducia".

Visto che si parla di ’revenge porn’, ha scelto di ’suggerire’ o di ’mostrare’?

"Volevo che si vedessero i video, volevo che si vedesse il rapporto sessuale perché fa parte integrante della vita dei ragazzi di oggi ed era quindi giusto raccontarlo anche con quel candore e onestà che lo contraddistingue. E anche nelle scene più delicate i ragazzi mi hanno regalato la loro fiducia e io ho promesso loro che non li avrei mai traditi e spiati, ma accarezzati".

Parliamo tanto di loro e, soprattutto di questi tempi, in negativo...

"Sono molto più responsabili di tanti adulti. Sul set è facile rilassarsi ma io spiegavo che stavamo lavorando, che non era un gioco, un solo minuto di ritardo costava tanti soldi alla produzione e loro capivano al volo. Uno, due ciak bastavano".

Perché questa attrazione da regista verso il mondo degli adolescenti?

"Forse perché lo sono rimasta dentro anch’io. Tanto che il mio prossimo film sarà tratto da una novella di Cesare Pavese, La bella estate: guarda caso tratta del passaggio dall’adolescenza alla maturità".

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