Studente cinese va fuori corso. Rischia l’espulsione, salvato dal Tar

Uno studente cinese iscritto all'Università di Bologna ha ottenuto il riconoscimento del permesso di soggiorno dopo aver impugnato la decisione della Questura. A causa della pandemia, non è riuscito a dare esami e ha finito fuori corso. Il Tar ha dato ragione al giovane, considerando le restrizioni causate dal Covid.

Studente cinese va fuori corso. Rischia l’espulsione, salvato dal Tar

Studente cinese va fuori corso. Rischia l’espulsione, salvato dal Tar

A causa della pandemia, e del blocco di lezioni ed esami in presenza, è riuscito a dare solo un esame in tre anni, finendo così fuori corso per un intero triennio. Al punto che si è visto negare dalla Questura di Bologna il permesso di soggiorno. È la storia di uno studente di origine cinese, iscritto al Dams dell’Alma Mater, che però non si è arreso ed è ricorso al Tar per vedersi riconosciuto il documento che gli consente di restare in Italia per studiare. Il giovane risulta iscritto al terzo anno fuori corso, che terminerà il prossimo 31 marzo, ossia l’ultimo anno possibile al fine del rinnovo del titolo di soggiorno. Il tribunale però gli ha dato ragione, proprio in virtù della situazione eccezionale causata dal Covid. E così il mancato rinnovo del permesso di soggiorno è stato annullato. Nel giudizio si era costituito tra l’altro anche il Ministero dell’Interno, col patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, per sostenere la decisione di rigettare la domanda del ragazzo. Come riportato anche nella sentenza del Tar, il giovane si è iscritto per la prima volta all’Università di Bologna nell’anno 2013-2014 a un indirizzo economico. Corso di studio che, a quanto pare non faceva per lui, tanto che l’anno dopo si è spostato al Dams, ottenendo la laurea nei tre anni previsti dal corso.

Nel 2018 si iscrive alla magistrale, della durata di due anni, sempre a Bologna e sempre in discipline della musica e del teatro. E lì il suo percorso si arena. Poi arriva il Covid, e tutto si ferma. Nel ricorso, lo studente lamenta il fatto che ’le limitazioni imposte alla didattica in presenza ostacolavano il proprio percorso di studio’.

A dicembre 2022, dalla Questura di Bologna, arriva al ragazzo cinese il preavviso di rigetto del rinnovo del titolo di soggiorno, a cui il giovane risponde sostenendo un ulteriore esame e mandando tutta la certificazione necessaria. Gli ulteriori appelli d’esame, a dicembre 2022 e nei mesi successivi, gli sono però preclusi proprio perchè ’il sistema telematico dell’Università evidenziava la mancanza di permesso di soggiorno valido’. A novembre 2023 arriva infine il decreto di rigetto del permesso di soggiorno, che lo studente impugna. Si giunge così al 24 gennaio scorso, quando in Camera di Consiglio il Tar dà ragione al giovane. ’Il ricorso va accolto - si legge nella sentenza - in quanto risulta fondata la doglianza con cui si lamenta la mancata considerazione, da parte dell’amministrazione, delle conseguenze delle misure restrittive adottate per fronteggiare la pandemia’.

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