Studi aperti al Collegio Venturoli. Cinque giovani talenti si svelano

Il viaggio, oggi dalle 16 alle 23, fra gli atelier ospitati nel complesso

Studi aperti al Collegio Venturoli. Cinque giovani talenti si svelano
Studi aperti al Collegio Venturoli. Cinque giovani talenti si svelano

C’è sempre quel senso di piccola e poetica "violazione" di una privacy speciale, nel varcare la soglia di un atelier d’artista, perché è una possibilità rara. E quindi, questa magica azione che si può compiere oggi, dalle 16 alle 23, e che permette di visitare cinque studi nel Collegio Artistico Venturoli, è un bel privilegio. Open Studio è infatti un progetto espositivo e formativo che mette in mostra per la prima volta e in esclusiva, la ricerca artistica di Aurora Vinci, Nicola Bizzarri, Federico Falanga, Chiara Innocenti Sedili ed Elena Vignoli, cinque giovani talenti bolognesi, che si sono aggiudicati la prestigiosa residenza artistica, iniziata in via Centotrecento nel 2023.

Entrare nello studio di Aurora Vinci, di Granarolo, classe 1997, è un viaggio nei paesaggi secondari di periferia, i luoghi della sua infanzia che però sembrano orizzonti ottocenteschi, anche mostrati in librini stile Grand Tour. L’ambiente è da "una giornata in campagna" e l’atmosfera è parecchio vintage, toni della memoria, empatia. "Ho da sempre un rapporto di amore e odio verso questa terra e ho iniziato a fotografare questi paesaggi immersi nella nebbia e da lì è nato il mio progetto, con lo sviluppo delle pellicole e la pittura". Falanga, 1995, crea in un ambiente a metà tra un’officina e una strada. Sperimenta con l’intelligenza artificiale per produrre immagini che poi prende e porta nel reale, disegna da sempre, trasporta la sua conoscenza del mondo dei graffitinel dipinto. Bizzarri, 1996, laurea in scultura a Bologna e a Monaco di Baviera, uno studio minimale, presenta un lavoro su più tecniche che indaga la figura del cavallo nel suo lato politico e sociale, ma anche fantastico, rispetto allo spazio pubblico e privato. Innocenti Sedili, 2001, scultrice, porta avanti una ricerca sulle storie e Vignoli, 1998, influenza brancusiana, crea un mondo fantastico e "low brow" secondo tante tecniche.

Benedetta Cucci

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