Trapianto di midollo nei bambini La flora intestinale ’predice’ il futuro

Studio internazionale del Sant’Orsola sulla correlazione tra l’esito sull’innesto e il benessere del microbiota

Trapianto di midollo nei bambini  La flora intestinale ’predice’ il futuro

Trapianto di midollo nei bambini La flora intestinale ’predice’ il futuro

Batteri buoni che possono essere alleati dei bambini che sono sottoposti a trapianto di midollo. Uno studio internazionale del Sant’Orsola su quattro ospedali italiani (lo stesso Policlinico, il Bambin Gesù, l’ospedale di Pavia e quello di Verona) e uno polacco (dell’Università di Wroclaw) che ha riguardato 90 bambini dai tre ai 15 anni, osservati per quattro anni, ha messo in luce la correlazione fra trapianto e microbiota intestinale.

A circa quattro anni dal trapianto, è sopravvissuto l’88,9 per cento dei bambini che avevano una maggiore diversità nel microbiota intestinale a fronte del 62,7 per cento di quanti avevano uno meno ricco. I bambini con una flora intestinale più sana, inoltre, avevano minore probabilità di sviluppare una reazione immunitaria in cui le cellule trapiantate aggrediscono i tessuti della persona che le riceve, chiamata malattia del trapianto contro l’ospite. I risultati pubblicati su Blood, la prestigiosa rivista di ematologia.

"Abbiamo provato che la diversità del microbiota intestinale prima del trapianto di cellule staminali predice la sopravvivenza. Esiste una capacità di particolari batteri intestinali di modulare il sistema immunitario in senso favorevole e questo costituisce una variabile importantissima – spiega il professor Riccardo Masetti, della Oncoematologia pediatrica e primo autore dello studio –. Grazie allo studio della composizione e della diversità del microbiota dei bambini possiamo ’predire’ lo sviluppo di eventuali complicanze che incidono sull’esito del trapianto".

I pazienti con maggiore abbondanza di batteri buoni, hanno una più bassa probabilità di svilupparle. "Oggi i risultati di questi studi aprono nuove e importantissime prospettive, come la modulazione della composizione batterica intestinale. – spiega Masetti –. È una bella soddisfazione, considerando che il nostro è un impegno che nasce da lontano. Sulla base delle evidenze già provate sugli adulti, nel 2015 abbiamo cominciato a caratterizzare il microbiota dei bambini sottoposti a trapianto producendo i primi dati".

Diversi finanziamenti sono stati assegnati negli anni alla promozione di studio presso l’Oncoematologia pediatrica del Policlinico e l’Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica (Ageop Ricerca) da tempo ha investito su questo filone sostenendo l’attività dei ricercatori. L’Oncoematologia pediatrica, diretta dal dottor Arcangelo Prete, è la più grande struttura regionale di oncoematologia pediatrica e centro di riferimento regionale per il trapianto di cellule staminali emopoietiche. Ogni anno vengono eseguiti circa 25 trapianti di cellule staminali emopoietiche e le nuove diagnosi di patologia oncologica sono circa 80. In maggior parte si tratta di leucemie o tumori del sistema nervoso centrale. Il reparto gestisce circa ottomila prestazioni ambulatoriali ogni anno e 600 ricoveri. Attualmente sono seguiti più di 100 pazienti con leucemia, 130 pazienti con tumore del sistema nervoso centrale e 40 sarcomi ossei e delle parti molli.

Monica Raschi

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