Truffa in zona Murri a Bologna: "Il finto poliziotto ha mostrato una foto rubata in casa nostra"

Il colpo in via Borgognoni, ingente il bottino di gioielli. Il racconto del marito della vittima: "Portati via 60 anni di ricordi". Un furto identico era stato messo a segno pochi giorni prima a Zola.

La donna ha sporto denuncia ai carabinieri subito dopo il furto

La donna ha sporto denuncia ai carabinieri subito dopo il furto

Bologna, 22 febbraio 2024 – "Hanno portato via sessant’anni di ricordi. Solo oro e monili, per un valore importante. Non hanno preso altro. Ma sapevano dove e cosa cercare". Un colpo studiato nel dettaglio quello messo a segno in via Borgognoni, zona Murri. A raccontarlo è il marito della vittima, una signora di 80 anni. "Mia moglie è sempre molto attenta – racconta l’uomo –, non fa entrare in casa sconosciuti. Queste persone, però, le hanno mostrato una cornice con la foto di nostra figlia, dicendole che era stata trovata nel bottino di un ladro appena fermato. Per questo ha aperto loro il cancello".

Erano le 11 di mattina, la donna era sola in casa: "Io ero fuori per lavoro, la signora che ci aiuta in casa a quell’ora non c’è – dice ancora il professionista –. Questi due uomini, uno con indosso una tuta da lavoro, l’altro in divisa da poliziotto, hanno bussato alla porta. Mia moglie ha aperto, mantenendo però chiuso il cancello: davanti a lei c’erano i due e la nostra vicina che abita nell’appartamento sull’altro capo del pianerottolo, la cui porta era aperta. Il falso poliziotto le ha riferito del furto e mostrato la nostra piccola cornice, dicendo che forse i ladri erano venuti anche da noi. Solo a quel punto mia moglie si è lasciata convincere e li ha fatti entrare".

Il falso agente ha poi distratto la signora, dicendo di andare a controllare fuori dal terrazzo. Intanto, il ‘tecnico’ frugava nei cassetti e, addirittura, nella cassaforte, visto che la chiave, casualmente, si trovava lì vicino.

"Mia moglie ha capito che qualcosa non andava quando, guardando fuori, ha visto che non c’era l’auto della polizia – continua il marito della vittima –. In più, l’eccessiva fretta del finto poliziotto è stato un altro campanello d’allarme. Ma non ha fatto in tempo a chiedere aiuto, che già i due si erano volatilizzati".

La donna ha chiamato subito i carabinieri e, sul posto, sono arrivati i militari della stazione Bologna (a cui poi la coppia ha sporto denuncia), per gli accertamenti. "Ci siamo chiesti – continua l’uomo – come queste persone siano riuscite a entrare in possesso della cornice, che si trovava su un mobile della camera. Abbiamo anche pensato, visto che nei giorni passati sono venuti degli operai a casa, che la cornice sia stata presa in quella circostanza e che non ci siamo accorti dell’assenza". Una sorta di sopralluogo preliminare, per studiare la casa e le abitudini dei residenti. "La stessa mattina che hanno rubato da noi – conclude il professionista – i due si erano fatti aprire pure dalla vicina, ma da lei non hanno preso nulla perché in casa, dopo una rapina subita anni fa, non tiene più niente". Il colpo di via Borgognoni è avvenuto il 15 febbraio; l’11, con le stesse identiche modalità, un finto carabiniere e un sedicente tecnico erano entrati in casa di una settantaquattrenne a Zola, anche lì mostrandole una foto dei famigliari sottratta in casa. Riuscendo così a portare via 30mila euro di gioielli. Non è escluso che si tratti di una stessa banda di professionisti della truffa, che adesso imperversa in città.

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