Turismo, l’analisi di Cna: "Gli affitti brevi portano anche benefici. Ma serve equilibrio"

Il direttore Pazzaglia traccia un bilancio e rilancia il portale ‘Local Pal’ "C’è una domanda crescente per l’utilizzo temporaneo di immobili. Occorre aumentare l’offerta di alloggi per chi si stabilisce a Bologna".

Turismo, l’analisi di Cna: "Gli affitti brevi portano anche benefici. Ma serve equilibrio"

Claudio Pazzaglia, direttore di Cna Bologna, traccia un bilancio del settore

"Bologna in questi anni ha fatto benissimo a spingere sull’accoglienza e sull’aumento delle opportunità per chi arriva in città, ma adesso bisogna programmare il futuro". A sottolinearlo è Claudio Pazzaglia, direttore di Cna, per il quale gli affitti brevi sempre più diffusi non sono per forza un fattore negativo.

Come vede il settore?

"Non c’è solo Airbnb, ma anche l’associazione Local Pal, che fa parte di Cna ed è nata per creare equilibrio nell’utilizzo del patrimonio immobiliare".

La città sta diventando sempre più attrattiva. La ricettività come va?

"La prima questione sulla quale ci dobbiamo interrogare è che tipo di politiche industriali, commerciali e di servizi la città ha avuto negli ultimi anni. Leggiamo dei passeggeri in aumento all’aeroporto Marconi, dell’aumento di capitale di BolognaFiere con l’ingresso di soci nuovi. Abbiamo il Tecnopolo, l’Università a cui sono iscritti oltre 90mila studenti. La città è uno snodo cruciale dal punto di vista logistico. E si aggiungono nuovi percorsi turistici. Ingredienti che fanno sì che ci sia una domanda sempre più ampia di utilizzo temporaneo di immobili, che va oltre le esigenze dei residenti".

L’unica strada, quindi, è quella degli affitti brevi?

"In tutte le città turistiche del mondo che cosa sta avvenendo? Il patrimonio immobiliare di proprietà dei cittadini segue il mercato. Se la domanda aumenta e l’offerta resta costante, l’effetto sarà l’inevitabile aumento dei prezzi. L’incremento dei B&b, degli affittacamere e di strutture analoghe fa da calmiere ai costi del settore turistico. Altrimenti si rischia di creare monopoli di fatto di chi opera nell’accoglienza più classica".

Il nuovo presidente di Bologna Welcome, Daniele Ravaglia, invita a fare una riflessione complessiva sul settore turistico e sull’accoglienza.

"Noi come Cna siamo disponibili a fare un ragionamento, però attorno al tavolo è opportuno che siedano tutti gli attori del settore. La situazione attuale è frutto di una volontà politica e industriale di lanciare Bologna sempre di più a livello internazionale. Adesso dobbiamo farvi fronte".

Questa tendenza come si coniuga con i bisogni di chi in città studia e lavora e vive per periodi prolungati?

"Bisogna aumentare l’offerta di alloggi destinati a chi vuole stabilirsi a Bologna. Tutto questo deve passare attraverso appartamenti e altri tipi di accoglienza. Penso a strutture con alcuni locali e servizi in condivisione e una capienza programmata e programmabile. Anche gli affitti devono essere sostenibili e non concorrenziali con il turismo".

Come bilanciare le esigenze del turismo e dei residenti?

"Ci vuole un mix di politiche abitative sotto il controllo pubblico. Bisogna coinvolgere le imprese interessate a investire, reperire le risorse per garantire affitti sostenibili e redditività degli investimenti. E serve un disegno più ampio rispetto alla sola Bologna, perché è una ‘malattia’, se tale si può definire, che riguarda tutte le città turistiche".

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