Tutti in ascolto con Kanye West. Il party del rapper all’Unipol Arena

Il non-concerto della superstar americana, che ha presentato l’ultimo album ’senza microfoni’. Nebbia e maxi tubo luminoso: e per un attimo Yeezy si toglie il passamontagna davanti ai fan.

Tutti in ascolto con Kanye West. Il party del rapper all’Unipol Arena

Tutti in ascolto con Kanye West. Il party del rapper all’Unipol Arena

Un tubo trasparente e luminoso si staglia sul soffitto dell’Unipol Arena. Il palco in realtà non c’è e la nebbia avvolge, riempie, smuove e anima il parterre: con il volto completamente coperto da un passamontagna, finalmente entra Kanye West. Il mega show impossibile, il listening party più discusso dell’anno messo in piedi in appena una settimana, quell’evento unico che a Reggio Emilia non era riuscito per un soffio, alla fine si è fatto. All’Unipol Arena di Casalecchio c’è il pienone: quasi non si vede la fine della fila fuori dall’ingresso 2, mentre chi passa parla inglese, francese, spagnolo, arabo. Soprattutto, bolognese. Gli spettatori sono arrivati da tutte le parti d’Italia, e non solo.

Dentro, il pubblico resta con il fiato sospeso per non perdersi l’atteso ‘concerto’ – senza microfoni, va ricordato – di Yeezy. La rapstar non è venuta da sola, si è portata nomi come Playboi Carti, Freddie Gibbs, Rich the Kid e Quavo. Come a Milano, oltre, chiaramente, a Ty Dolla $ign, che con Kanye West ha firmato l’ultimo disco Vultures 1+. Nomi che a molti lettori forse non diranno molto, ma per i tantissimi fan della Generazione Z sono mostri sacri della trap e dell’hip hop. Nomi che negli Stati Uniti riempiono locali e palazzetti, va detto. Luci spente, immagini riflesse sul mega tubo al centro del palazzetto, la folla intona "Kanye Kanye Kanye", a un certo punto parte anche "Chi non salta è juventino", e inizia lo show. Una scaletta vera e propria non c’è, il rapper si limita a far ascoltare tutto l’ultimo progetto appena pubblicato in "un’esperienza di alta fedeltà musicale", con il massimo della qualità audio e dell’ingegneria sonora. Un flusso continuo.

I live nel 2024 sembrano aver preso una piega particolare e Kanye West, da sempre pioniere della stravaganza e factotum della polemica, non si esime: si è fatto pagare per esserci, per ballare davanti a migliaia di persone. Non per cantare, insomma. Ma ai rap-fanatici non importa, l’occasione di guardare con i propri occhi una superstar americana che non viene mai in Italia per uno show è troppo ghiotta. E allora Yeezy, così come ogni fan presente, si lascia andare: saltella, inveisce, scorrazza qua e là, si fomenta, si diverte ovviamente. ’Flexa’, nel gergo trap. Gli ultras utilizzati per i cori nel sottofondo della hit Carnival non invadono il parquet, ma tutta l’Unipol Arena comincia a intonare l’urlo che sembra già diventato il tormentone del nuovo anno: "Go go go go". Poi partono Fuk Sumn e good (Don’t Die), altri successi, mentre l’artista balla anche su Everybody, successo dei Backstreet Boys che ha reinterpretato, ma mai rilasciato ufficialmente. C’è chi spera in qualche pezzo d’annata, magari quelli con Jay-Z o dell’ album Graduation, ma niente. È Kanye West, discusso e controverso, odiato e amato, ancora una volta sempre al centro del dibattito, per tutta la durata del ‘live’ con il volto coperto. C’è chi si chiede se sia davvero lui. È l’esperienza di un concerto senza microfoni, e chi l’avrebbe detto? Forse l’ultima frontiera, in un mondo che si fa sempre più interattivo e alla portata di tutti, ma anche sempre meno reale. E soltanto alla fine, quando non ci credeva più nessuno, Kanye West si è tolto il passamontagna.

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