Tutti pazzi per Thiago. Brizzi, Casini e Morandi: "Ora sognare si può, speriamo resti con noi"

L’entusiasmo verso l’allenatore dopo l’ultima vittoria con il Torino "Fabbian e Calafiori: quanti ragazzi sono cresciuti a Casteldebole".

Vitali

Tutti pazzi per Thiago. E, va da sé, per quello che fin qui, da allenatore, è il suo prodotto meglio riuscito: un Bologna tornato a riveder le stelle e mai così legittimato a cullare il sogno del ritorno in Europa. Sogni e segni… del destino. Come quello che qualche giorno fa ha fatto incontrare al ristorante Gianni Morandi e due ragazzi del Bologna di Motta. Non due ragazzi qualunque però: uno, Lorenzo De Silvestri, è il tutor del gruppo: l’altro, Giovanni Fabbian, lunedì notte ha firmato il primo dei due gol con cui i rossoblù hanno steso il Torino. Ieri Morandi ha celebrato il fatale incontro in un post su Facebook. Salvo poi svelarci altri retroscena: "Ho trovato in Fabbian un ragazzo davvero perbene. Tra l’altro viene da Camposampiero, che è il paese del mio storico massaggiatore. Gli ho augurato di fare dei gol: quello che è successo l’altra sera".

Nessuna tentazione da parte del Gianni nazionale, però, di passare per veggente. I suoi pensieri da tifoso sono tutti per Motta e per il destino (si spera) rossoblù che lo attende. Con una premessa: "Non so dove potrà arrivare questa squadra e invito tutti a restare con i piedi per terra: però noi tifosi adesso possiamo davvero sperare nell’Europa". Ma anche sperare che una eventuale Europa allontani da Motta la tentazione di fare una carriera luminosa altrove: "Mi auguro che Thiago abbia voglia di restare a lungo con noi. E centrare l’obiettivo Europa sarebbe una carta in più da spendere per trattenerlo qui".

Ma intanto c’è un presente di gloria, così scintillante da illuminare le giornate del tifosissimo Pier Ferdinando Casini anche dall’altra parte dell’oceano. "In questi giorni sono a Washington in visita al Congresso americano con una delegazione di parlamentari – racconta Casini –. E lunedì sera la fake news di un sito mi ha fatto venire un ’coccolone’. Avevo appena tenuto uno speech alla Georgetown University, poi apro un sito e leggo del Torino in vantaggio: una mazzata. Un’ora dopo controllo e vedo che abbiamo vinto 2-0. Un trionfo". Un trionfo del Bologna, ma soprattutto del suo allenatore. "Thiago – dice il parlamentare rossoblù – al di là dei risultati eccezionali che sta ottenendo ha una dote fondamentale per un club che opera come un’azienda e che ha bisogno di programmare il proprio futuro: sa valorizzare come pochi il patrimonio tecnico che gli è stato affidato. Fabbian è solo l’ultimo esempio ma in questa stagione penso soprattutto a Calafiori, senza dimenticare i tanti ragazzi cresciuti da quando Motta è arrivato a Casteldebole". Motta, però, è solo la ciliegina sulla torta: "Il club ci ha messo un po’ di tempo a carburare, ma oggi, se penso ai nostri dirigenti, posso dire di loro solo cose positive. La città non vedeva l’ora di sognare, tanto che andassimo in Europa e giocassimo la prima trasferta al Polo Nord prevedo che i bolognesi riempirebbero lo stadio. Sono contento anche per Saputo, che a differenza di tanti proprietari di club non è un predatore bensì un imprenditore e oggi comincia a raccogliere i frutti dei suoi investimenti". Conclusione: "Quest’anno tra Bologna e Virtus posso solo godere, perché abbiamo due squadre davvero competitive".

Thiago, Thiago e ancora Thiago: è anche il pensiero di Enrico Brizzi, lo scrittore col Bologna nel cuore che ha appena firmato una ‘zirudela’ rossoblù in versione rock. "Lunedì ero al Dall’Ara e sono tornato a casa fradicio ma felice – dice Brizzi –. Su Motta devo fare ammenda: quando arrivò, anche per tutto quello che ereditava dopo l’intensa gestione Mihajlovic, ero perplesso. Oggi vedo un allenatore che sa leggere le partite come pochi. Lunedì sono stati i cambi a far girare la sfida col Torino: ha spostato Calafiori sulla fascia e quella fascia Calafiori l’ha letteralmente spaccata".

Brizzi non si focalizza troppo sul tema Europa: "È un traguardo che dipende da tanti fattori. Ma resta un dato di fatto: oggi noi tifosi possiamo godere di un Bologna che gioca a calcio sempre, anche in difesa e anche quando le partite sembrano ostiche e chiuse come lo è stata per larga parte quella col Torino". Ragion per cui "fierezza, grande fiducia e onore al merito di chi siede sulla nostra panchina".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro