Un anno di proteste: dal carcere duro ai temi ‘green’

La protesta anarchica contro il 41-bis, le politiche sull'immigrazione e le grandi opere si è manifestata in vari modi, dai cortei ai vandalismi, fino agli attentati incendiari. Nel 2019, in Italia e all'estero, è stata attuata una campagna di lotta in nome di Alfredo Cospito.

Un anno di proteste: dal carcere duro ai temi ‘green’

Un anno di proteste: dal carcere duro ai temi ‘green’

Dalla lotta contro il 41 bis ai temi ambientalisti, dal contrasto alle politiche sull’immigrazione alla contestazione delle grandi opere, in primis la Tav: è ampio lo spettro della protesta anarchica, così come sono vari e disparati i modi di applicazione della propria contrarietà a determinate tematiche. Dal corteo di piazza ai vandalismi, fino agli attentati incendiari.

Questo è stato l’anno della mobilitazione contro il regime detentivo del carcere duro: al 41-bis è infatti ristretto il leader della Federazione Anarchica Informale Alfredo Cospito. E in suo nome in Italia come all’estero è stata attuata una vera campagna di lotta, dai risvolti violenti e allarmanti. A Bologna si sono susseguite più manifestazioni, alcune culminate in vandalismi a sedi di banche. In una circostanza un’auto Enjoy di Eni è stata incendiata, mentre poco prima di Capodanno sono stati fatti esplodere dei cassonetti in via Emilia Levante. I contestatori sono arrivati anche ad arrampicarsi su una gru davanti alle Torri, da cui è stato srotolato uno striscione pro Cospito.

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