"Una commedia perfetta, che parla di noi"

Umberto Orsini e Franco Branciaroli da stasera al Duse con ’I ragazzi irresistibili’: "Si ride con umanità e con un po’ di verità personale"

"Una commedia perfetta, che parla di noi"

"Una commedia perfetta, che parla di noi"

Neil Simon si raccomandava che fossero attori e non comici ad interpretare le sue commedia perché, si sa, dietro al sorriso si nasconde spesso una piccola tragedia.

Non stupisce dunque che siano due mattatori assoluti come Umberto Orsini (89 anni) e Franco Branciaroli (76) a portare in scena una delle commedie più amate del drammaturgo americano, ‘I ragazzi irresistibili’, che al cinema ha avuto i volti di Walter Matthau e George Burns e che sul piccolo schermo è stato interpretato da Woody Allen e Peter Falk. La commedia, al debutto a Broadway nel ‘72, si ispira a un vecchio duo artistico americano di vaudeville formato da Joe Smith e Charles Date e immagina che due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la vita si ritrovino, dopo undici anni dalla loro separazione, per una sera in una trasmissione televisiva. Incomprensioni, ripicche, gelosie... ma anche malinconia per il tempo che passa e tenerezza per un mondo dello spettacolo sul viale del tramonto. ‘I ragazzi irresistibili’ arriva da stasera a domenica al teatro Duse in un’edizione diretta da Massimo Popolizio che vede in scena, accanto ai protagonisti, Flavio Francucci, Chiara Stoppa, Eros Pascale e Emanuela Saccardi.

Una boccata d’ossigeno per due grandi attori, lontani una volta tanto dai classici?

"Una bella occasione per noi e per il pubblico – risponde Orsini –. Ci mettiamo al servizio di una commedia di alta qualità, offrendo ai personaggi profondità umana e un po’ di verità personale. C’è spazio, lontano dai soliti stilemi, per il divertimento e per la commozione. È uno specchio dove la gente si riflette".

Alcuni critici hanno ravvisato, in questa lettura del testo, riferimenti a Beckett e Cechov. E’ vero?

"C’è una colorazione e forse un’atmosfera ma niente di più – puntualizza Branciaroli –. La verità è che commedie così micidiali in giro ce ne sono poche, nonostante Broadway debba ricoprire tematiche difficili come quelle degli anziani e della morte con un bello strato di crema pasticcera... Il teatro privato statunitense ha sue leggi precise".

Il sodalizio fra Orsini e Branciaroli è di lunga data (da ‘Besucher’ di Botho Strauss diretto da Ronconi all’Otello scespiriano per la regia di Lavia) ed è stato rinverdito poche stagioni fa da ‘Pour un oui ou pour un non’ di Nathalie Serraute. Una perfetta sintonia. "Sono occasioni che si costruiscono – commenta Branciaroli –. Qui poi il tema è meta-teatrale in quanto lo spettacolo parla di due vecchi attori. Sembra quasi biografico". "Fra noi abbiamo trovato – spiega Orsini – una sorta di sintonia di contrasto, pur nella diversità di stile. La nostra alchimia è perfetta, lavoriamo su tempi e controtempi, siamo vecchi volponi che in scena non si fanno sfuggire nessuna opportunità. E il pubblico si diverte". Massimo Popolizio, dal ‘Prezzo’ di Miller in poi, è regista abituale per Orsini: "È cresciuto insieme a me, da ‘L’uomo difficile’ di Hofmannsthal a ‘Copenaghen’ di Frayn– racconta l’attore –. La lezione di Luca Ronconi è il filo rosso che ci lega. Oltre che ottimo attore, è un regista affidabile che sa scavare con rigore. Alla fine è il metodo analitico che paga. Ma oggi purtroppo nessuno dirige più gli attori secondo un metodo". Branciaroli nei prossimi mesi riprenderà ‘Il mercante di Venezia’, mentre Orsini affronterà ‘Le memorie di Karamazov’.

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