Una nuova orchestra di pace La ‘madrina’ è Martha Argerich

La giovane compagine fondata da Gad Crema al Bologna Festival: "Una musicista ’patrimonio dell’umanità’"

Davanti al manifesto, l’occhio del pubblico cade subito sul nome magico di Martha Argerich, l’irresistibile pianista contesa dalle sale musicali di tutto il mondo, che torna domani all’Auditorium Manzoni (ore 20.30) in un concerto straordinario organizzato da Bologna Festival col sostegno di Illumia e Marposs. Ma al centro dell’attenzione, fautore dell’intero progetto, c’è l’altro pianista, Federico Gad Crema, milanese, che ad appena 24 anni ha messo in piedi una nuova orchestra e coinvolto nell’iniziativa un’artista di quel calibro per tenerla a battesimo.

"Si svolge proprio in questi giorni – ci spiega Crema – la prima edizione dell’Oropa Music Festival, che ho fondato in una delle più belle vallate d’Europa, nel biellese. Al suo interno ha preso corpo la POP Orchestra – Peace Orchestra Project – un’orchestra di musicisti fra i 18 e i 25 anni, provenienti da 17 nazioni di 4 continenti, che vuole porsi come ambasciatrice nel mondo di progetti umanitari. È frutto di una collaborazione con l’Orchestra Giovanile di Neojiba (splendida realtà umanitaria fondata in Brasile da Ricardo Castro, che dirigerà domani il nostro concerto) e l’Orchestra Giovanile di Fiesole: una iniziativa ambiziosa, non lo nego, che cerca di sensibilizzare e di unire le giovani generazioni attraverso la musica classica. Siamo ora nel pieno della prima tournée del Peace Orchestra Project e la tappa di Bologna coinciderà con il debutto di Martha Argerich nella nostra impresa, in un programma che si replicherà a Locarno, Rimini e Parigi".

Una madrina d’eccezione, dunque. "È una persona meravigliosa e una musicista incredibile– prosegue Crema –, leggendaria ormai, per cui il suo appoggio e il suo entusiasmo non possono che dare prestigio al nostro progetto, di cui condivide i valori fondativi. La sua decisione di aggiungere al sostegno morale anche una fattiva collaborazione è per noi un regalo di bellezza indicibile, anche se la gestione di tale collaborazione non è facile, perché Martha è ormai ‘patrimonio dell’umanità’, contesa da tutti. S’aggiungono poi i problemi di salute, che negli ultimi tempi l’hanno costretta ad annullare vari appuntamenti: sarà questa la sua prima esibizione con orchestra dopo la pausa, anche se abbiamo dovuto cambiare il programma inizialmente previsto, rinunciando al troppo faticoso Concerto per due pianoforti di Poulenc, sostituito con il Primo Concerto di Beethoven per lei e il Secondo Concerto di Šostakovic per me. Completano il programma la Sinfonia Un mondo nuovo di Nicola Campogrande (con il mezzosoprano Alexandra Achillea Pouta) e la Suite dal balletto L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij, il tutto sotto la direzione di Ricardo Castro. E chissà che alla fine non arrivi anche qualche sorpresa...".

Marco Beghelli

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